Virág_Zomborácz_Utóélet

Bergamo Film Meeting 2015: Vince il film ungherese “Utóélet” (Dopo la vita), diretto da Virág Zomborácz

BERGAMO – Il film vincitore della 33ª edizione del “Bergamo Film Meeting” è “Utóélet” (Afterlife/Dopo la vita, Ungheria 2014, 95’), diretto dalla giovane ed esordiente regista ungherese Virág Zomborácz.

La pellicola si aggiudica il “Primo Premio Bergamo Film Meeting – Banca Popolare di Bergamo”, assegnato dal pubblico del festival internazionale, ed un riconoscimento economico di 5.000 euro, che vuole essere un aiuto concreto alle produzioni che investono nei giovani autori, oltre che un apprezzamento verso il cinema di qualità.

Il pubblico del “Bergamo Film Meeting” ha assegnato il “Secondo Premio” a “Anderswo” (Anywhere Else/In un altro luogo, Germania 2014, 87’), di Ester Amrami e il “Terzo Premio” a “Loreak” (Flowers/Fiori, Spagna 2014, 99’), di Jon Garaño e José Mari Goenaga.

Si è chiusa così la 33ª edizione del “Bergamo Film Meeting“, dopo 9 giorni di programmazione (7-15 marzo 2015) e 141 film suddivisi tra:

  • MOSTRA CONCORSO;
  • VISTI DA VICINO, sezione dedicata al documentario;
  • la personale del regista d’animazione ceco PAVEL KOUTSKÝ;
  • EUROPA: FEMMINILE, SINGOLARE, seconda parte di una rassegna di cinema europeo declinato al femminile, che ha avuto come protagoniste le registe Andrea Arnold (Gran Bretagna), Teresa Villaverde (Portogallo), Aida Begic (Bosnia-Herzegovina) e Ágnes Kocsis (Ungheria).

E ancora:

  • Una selezione di documentari delle scuole di cinema europee in collaborazione con la Civica Scuola di Cinema di Milano;
  • la retrospettiva POLAR. NASCITA E FORMAZIONE DI UN GENERE;
  • DOPO LA PROVA: SCHERMI E PALCOSCENICO, un percorso dove il cinema si è confrontato con il mondo del palcoscenico e in generale della messa in scena;
  • le anteprime di National Gallery, di Frederick Wiseman, Une nouvelle amie (Una nuova amica), di François Ozon, e di The Green Princedi Nadav Schirman;
  • l’inaugurazione di BERGAMO JAZZ, insieme ad anteprime, cult movies e incontri con gli autori.

 

Il film “Utóélet” ha convinto per la sua ironia, pur parlando di un tema non leggero, ovvero di uno studente di teologia schiacciato dalla debordante personalità del padre, che continua a influenzare il figlio anche dopo essere morto.

INTERPRETI
Márton Kristóf, László Gálffi, Eszter Csákányi, Andrea Petrik, Krisztina Kinczli, Lili Rozina Hang, József Gyabronka, Zsolt Anger.

SINOSSI
Mózes è un giovanotto diffidente e insicuro, che ha terminato gli studi in teologia e vive con la famiglia in un villaggio ungherese. La relazione con il padre, un autoritario pastore protestante, è piuttosto complicata e contraddistinta da disprezzo e indifferenza. Un giorno il padre, all’improvviso, muore ed il suo fantasma inizia ad apparire a Mózes, l’unico in grado di vederlo. Mózes tenta disperatamente di capire come fare affinché lo spirito del padre possa trovare finalmente pace e sembra che, per la prima volta in vita sua, il ragazzo si trovi nella condizione di dover gestire con determinazione le cose da solo. Ma per Mózes è soprattutto l’opportunità di regolare (anche se in modo molto bizzarro) i suoi problemi di relazione con il defunto.

NOTE
Utóélet” è una commedia di formazione che, invece di affrontare i conflitti sociali, guarda principalmente all’individuo e alle istanze della psiche umana. I temi centrali sono il rapporto padre-figlio e la famiglia, la mutazione dei valori tradizionali e la possibilità di comunicazione. Il protagonista è Mózes, un giovane ventenne che non desidera altro che una vita normale. Ma le persone intorno a lui e il (quasi letteralmente) ossessionante padre lo spingono di continuo verso situazioni in cui non può far altro che reagire. Sebbene le sue azioni si concludano in fiaschi, queste servono a forgiare Mózes in un eroe adulto, attivo e indipendente. Il fantasma del padre, che è reale agli occhi del ragazzo, può anche essere visto come un’allucinazione, una reazione al suo disagio o magari, più precisamente, come una proiezione del processo di elaborazione del lutto. E così il fantasma, all’inizio completamente disorientato, a poco a poco diventa sempre più a fuoco, fino ad arrivare ad accettare il figlio per quello che è.

FILMOGRAFIA
Virág Zomborácz (Budapest, Ungheria, 1985) ha terminato gli studi in sceneggiatura e drammaturgia alla Színház- és Filmművészeti Egyetem (Accademia di Teatro e Arti Filmiche) di Budapest nel 2009. Nel 2010 il suo romanzo breve “Lonesome No More” è stato pubblicato nell’antologia bestseller “Jungle in the Heart”. Come regista ha realizzato cortometraggi e video d’arte, tra cui “The Cat’s Role in French Literature” (2006), “Something Blue” (2011), “Dipendenza” (2012), che sono stati presentati in diversi festival cinematografici internazionali. Ha inoltre diretto spot pubblicitari ed ha collaborato alla sceneggiatura di serie televisive per l’HBO ungherese. La sceneggiatura di “Utóélet, il suo film di esordio, ha vinto il “MEDIA European Talent Prize” a Cannes 2011.

Utóélet(2014), “Dipendenza” [co-regia] (short animation, 2012), Valami kék (Something Blue, short, 2011), Track Change [co-regia] (short, 2007), “A macska szerepe a francia irodalomban” (The Cat’s Role in French Literature, short, 2006).

(fonte: Bergamo Film Meeting – International Film Festival 7-15 marzo 2015)

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