Grecia-Ungheria

Qualificazioni Europei di calcio 2016: pari senza reti tra Ungheria e Grecia

BUDAPEST – Finisce col risultato di 0-0 il match tra Ungheria e Grecia, giocato a Budapest domenica 29 marzo e valevole per il girone F di qualificazioni per il Campionato Europeo di Calcio 2016 (UEFA EURO 2016). Un risultato non molto utile per nessuna delle due squadre. Dopo cinque turni, infatti, l’Ungheria rimane terza con 8 punti, dietro a Romania (13) ed Irlanda del Nord (12), mentre la Grecia è ancora a secco di vittorie ed ha appena 2 punti.

Il capitano della nazionale ungherese Zoltán Gera ha commentato agli intervistatori: “L’obiettivo era fare un gol, il minimo indispensabile per vincere. Ma abbiamo sprecato le nostre occasioni e la Grecia è una buona squadra. Alla fine, direi che il pareggio è giusto”.

Gera è sicuro che la squadra possa migliorare nella seconda metà delle qualificazioni. “La prossima partita contro la Finlandia (il 13 giugno) è fondamentale – ha affermato – e, se non perdiamo, abbiamo buone possibilità di rimanere al terzo posto. Purtroppo, abbiamo perso la prima gara contro l’Irlanda del Nord, ma continuiamo a sperare”. Secondo Gera, la svolta per l’Ungheria è arrivata a settembre con l’arrivo di Pál Dárdai. “Con il nuovo allenatore abbiamo centrato due vittorie e due pareggi, subendo un solo gol. Quindi, se seguitiamo a giocare così, possiamo continuare a sperare. Siamo organizzati ed è molto importante. Dárdai conosce il calcio internazionale e non vuole che dominiamo per tutta la partita. Giochiamo insieme da molto tempo e, quindi, sa di che cosa siamo capaci”.

L’Ungheria rappresenta un caso più unico che raro nella storia del calcio mondiale. Infatti, negli anni ’50 è stata una tra le nazionali più forti: dal 6-3 inflitto a Wembley ai maestri inglesi nel 1953 (Inghilterra-Ungheria 3-6) al secondo posto ai Mondiali del 1954, perdendo una finale contro la Germania Ovest, che vinse per 3-2, in barba a tutti i pronostici, in una delle partite più drammatiche e sorprendenti della storia del calcio: il cosiddetto “miracolo di Berna“. Ferenc Puskás, Nándor Hidegkuti, Zoltán CziborSándor Kocsis e Gyula Grosics: una squadra strepitosa ed una delle più forti di sempre a livello mondiale, tanto da meritarsi l’appellativo di Squadra d’oro.

In particolare, la carriera sportiva di Ferenc Puskás è stata talmente eccezionale che nel 2013 la Commissione Hungaricums ha inserito il campione ungherese nell’Hungarian Value Repository, il registro delle eccellenze ungheresi.

Vedere anche gli articoli:

Storie-di-campioni-federico-buffa-racconta-la-leggenda-del-calcio-ungherese-ferenc-puskas/

Hungaricums-le-eccellenze-ungheresi-si-presentano-a-expo-2015/.

Ma, dopo le glorie degli anni ’50, l’Ungheria non è più stata competitiva. Infatti, alla fase finale degli Europei la nazionale magiara non è più arrivata dopo il 1972. Ai Mondiali gli ungheresi sono stati eliminati al primo turno per tre edizioni consecutive, dal 1978 al 1986, dopodiché non si sono più qualificati.

Domenica sera si è anche conclusa la quinta giornata (l’ultima di andata) dei gironi di qualificazione per gli Europei di calcio, che si terranno in Francia dal 10 giugno al 10 luglio 2016. Sabato sera l’Italia ha giocato una partita mediocre contro la Bulgaria, pareggiando 2-2, ed è attualmente seconda nel girone H dietro alla Croazia, che, invece, ha stravinto per 5-1 contro la Norvegia. L’Italia non è l’unica, fra le nazionali storicamente più forti, ad avere qualche difficoltà: Germania e Spagna sono seconde nei rispettivi gironi, mentre l’Olanda – terza classificata agli ultimi Mondiali – è terza. Per contro, nazionali che negli ultimi anni sembravano un pò smarrite, ora stanno facendo una gran bella figura: è il caso, ad esempio, dell’Inghilterra, prima nel girone E davanti a Slovenia e Svizzera, due buone squadre.

Siamo più o meno a metà del turno di qualificazione: le prime due squadre di ciascun girone si qualificheranno direttamente alla fase finale, mentre le terze classificate saranno accoppiate nei playoff (tranne la migliore terza, che accederà direttamente alla fase finale). Le partite dei gironi si concluderanno in ottobre, mentre i playoff verranno giocati in novembre. Gli Europei inizieranno il 10 giugno 2016. Di seguito, una piccola guida per distinguere le squadre messe meglio da quelle in difficoltà.

Chi è messo meglio

Soprattutto l’Inghilterra, che nel girone E ha vinto tutte e cinque le partite giocate finora, segnando 15 gol e subendone solamente uno. Nell’ultima partita, che ha vinto 4-0 in casa contro la Lituania, ha segnato all’esordio Harry Kane, fortissimo attaccante 21enne che in questa stagione ha già fatto 29 gol col Tottenham. L’Inghilterra sta costruendo uno degli attacchi più forti in Europa: oltre a Kane, l’attacco inglese è formato da Wayne Rooney, capitano del Manchester United, e Raheem Sterling, 20enne attaccante esterno del Liverpool, già oggi fra i più forti in circolazione in Premier League. Nello stesso girone Svizzera e Slovenia – che sono a 9 punti, sei meno dell’Inghilterra – si giocheranno nelle prossime partite il secondo posto, che vale la qualificazione diretta.

Anche la Croazia, che già ai Mondiali aveva fatto un’ottima figura, è meritatamente prima nel girone dell’Italia, il girone H. Su cinque partite, ne ha vinte quattro e pareggiata una (contro l’Italia, a San Siro), segnando 15 gol e subendone solo due. Sabato ha battuto agilmente 5-1 la Norvegia, terza in classifica. Ha una delle rose più forti in Europa: solo a centrocampo giocano, fra gli altri, Luka Modrić – considerato il regista più forte al mondo dopo Andrea Pirlo – e Ivan Perišić e Marcelo Brozović, due dei centrocampisti più forti  in Europa, sotto i 30 anni. A sorpresa, nel girone B stanno andando molto bene Galles (la nazionale di Gareth Bale) e Israele, due squadre che non si sono mai qualificate per gli Europei. Sta andando invece meno bene il Belgio, una delle sorprese degli ultimi Mondiali. Nel girone G sta invece dominando l’Austria, che in passato si è qualificata solo una volta per gli Europei (nel 2008, perché era il paese organizzatore del torneo).

Meno bene

A parte Spagna e Germania, che si giocheranno comunque il primo posto con Slovacchia e Polonia nei gironi C e D, la situazione si è fatta complicata, soprattutto per la Grecia. La nazionale greca ha cambiato quattro allenatori nel giro di un anno (Fernando Santos, Claudio Ranieri, Kostas Tsanas e Sergio Markarián) e, dopo cinque partite, è ultima con due punti nel girone F.

Anche la Bosnia – che in estate aveva esordito ai Mondiali con grandi ambizioni, salvo poi venire eliminata ai gironi – ha parecchie difficoltà. Complice la grande annata di Galles e Israele e la tenuta del Belgio, la squadra è quinta nel girone B, e difficilmente riuscirà a qualificarsi. C’è poi il caso dell’Olanda: in un girone tutto sommato abbordabile con Repubblica Ceca, Islanda, Turchia, Lettonia e Kazakistan è terza a cinque punti dall’Islanda seconda in classifica, e ha perso due partite su cinque (contro Repubblica Ceca e Islanda). Sabato, fino al 91esimo stava perdendo in casa contro la Turchia, ed è riuscita a pareggiare a pochi minuti dalla fine, grazie a un gol di Klaas Jan Huntelaar.

(fonti: UEFA, Ansa, Il Post, IlSussidiario)

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