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Cinema: “White God”, l’Ungheria di ieri e oggi nella storia di un cane e di una ragazzina

White God – Sinfonia per Hagen” (Fehér Isten), il film del regista ungherese Kornél Mundruczó, ha sbalordito la Croisette, ottenendo il premio “Un Certain Regard” del 67° Film Festival di Cannes nel 2014. Ora il regista ungherese porta in Italia la sua pellicola, che sarà nelle sale a partire dal mese di aprile.

white dogHo voluto collocare il film in una prospettiva in cui si capisca che il cane è il simbolo dell’eterno emarginato, per cui il padrone è il suo Dio”, dice Kornél Mundruczó riguardo al suo poderoso “White God – Sinfonia per Hagen”. “Mi hanno sempre interessato le peculiarità di Dio. È davvero bianco? Oppure, ogni persona ha il suo Dio? L’uomo bianco ha dimostrato innumerevoli volte che è solo capace di dominare e colonizzare. Le due parole collegate del titolo nascondono molte contraddizioni, per questo l’ho trovato così accattivante”.

white dogIl regista ungherese ha appena 40 anni ed ha realizzato cinque lungometraggi, tutti premiati o presentati in importanti festival. Nella pellicola, Lili è una ragazzina innamorata del suo cane Hagen, e quando si esercita con la tromba, prima delle prove nell’orchestra di scuola, suona sempre davanti a lui. Con i genitori divorziati e durante il solito periodo teso passato dal padre intransigente, una nuova tassa salatissima viene a gravare sui padroni di cani meticci a Budapest. Ed è così che avviene il drammatico abbandono del cane, da parte del padre, contro la volontà della figlia. Inizia l’epopea di Hagen, alla ricerca della sua padroncina, tra catture, combattimenti e inseguimenti con accalappiacani. Il cane impiegato per questo eroe a quattro zampe rivela un incredibile dna d’attore di razza. Mentre la sua padroncina, dal volto pre-adolescenziale di Zsófia Psotta, è una caratterizzazione emblematica della generazione “millenial”.

white dog“Il film è più una critica dell’Ungheria di una volta e di quella del futuro, dove un’esigua minoranza domina su una massa più estesa”. È l’annotazione dell’autore, che evidenzia la metafora politica dopo quella morale su Dio. “Questo sta diventando sempre più vero anche per l’Europa. Un gruppo dell’élite si riserva il diritto al potere, mentre, come in un reality show, i politici sono stelle che noi possiamo votare o meno”.

white dogMundruczó mette in luce la rivolta della massa con scene corali di cani, che rendono Budapest una città fantasma, sotto le note marziali della Rapsodia Ungherese n° 2. Un tema mozzafiato, reso attualissimo da una tromba ipnotica. La macchina da presa avvolge in maniera simmetrica i 200 cani scritturati, con grandi spazi gestiti come una trionfante opera lirica. Solo che qui sono due gradini della natura ad andare in conflitto: uomini e cani. La rivolta da’ spazio, quindi, anche all’interpretazione naturalista: l’uomo che umilia l’animale, tecnica contro natura. Verrà spodestato? Quale sarà il destino di Lili e Hagen, una volta su fronti opposti?

white dog“Questi sono i momenti in cui le masse si ribellano. L’attuale paura dell’Europa è la rivoluzione delle masse. E hanno ragione ad aver paura. Ho cercato delle immagini simboliche per rappresentare tutto questo – ha spiegato il regista – in modo che si veda la direzione che si prende, quando ci si rifiuta di mettersi nei panni di un’altra specie, dell’avversario o delle minoranze”. Ma sul set tutto è stato molto più pacifico, poiché i cani provenivano tutti da canili e, alla fine della lavorazione, sono stati adottati tutti quanti, trovando finalmente ospitalità in una famiglia.

white dog“White God”, ispirato all’autore dall’incontro con la letteratura di J.M. Coetzee, è anche un film per ragazzi, ma non è prevedibilmente tenero e rassicurante, perché contiene alcune scene di violenza abbastanza esplicite. I significati che esprime, degni del premio ricevuto al Festival di Cannes lo scorso anno, lo riempiono di spunti riflessivi per un pubblico trasversale. Potrà inumidire gli occhi, afferrare lo spettatore con un nodo alla gola, ma non risparmierà momenti d’irresistibile tenerezza, dove il protagonista assoluto, non solo con Lili, è il cane Hagen.

Di seguito il trailer in italiano:

 

(fonte: Il Fatto Quotidiano)

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