WHEATFIELD

“Wheatfield”: Domani l’apertura ufficiale dell’opera d’arte ambientale dell’artista ungherese-americana Ágnes Dénes

micoltivo_spigaMILANO – Fondazione Riccardo Catella, Fondazione Nicola Trussardi e Confagricoltura invitano tutti i cittadini sabato 11 aprile (ore 12:00) alla inaugurazione di “Wheatfield” (Campo di grano), un’opera d’arte ambientale dell’artista ungherese-americana Ágnes Dénes.

WHEATFIELDSi tratta di un campo di grano creato nell’area urbana di Porta Nuova, nonchè di una replica dell’opera d’arte che l’artista ungherese-americana aveva realizzato a New York nel 1982. “Wheatfield” si estende per 5 ettari nel cuore di Milano, tra asfalto e grattacieli di vetro e cemento. E’ un’opera dalla potente carica simbolica, che porta l’agricoltura in città e mette insieme con provocazione la modernità urbana con la bellezza potente della natura, in un accostamento che solo un’artista poteva immaginare e che fa riflettere.

Domani il campo di grano sarà ufficialmente aperto al pubblico, in occasione di Miart 2015, la Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano: da quel momento l’area di Porta Nuova dove sorge “Wheatfield” diventerà accessibile a tutti.

WHEATFIELD“Wheatfield” è promosso da Fondazione Riccardo Catella, in collaborazione con Fondazione Nicola Trussardi e Confagricoltura. L’evento rientra nell’ambito del progetto “MiColtivo. The Green Circle”, un percorso in quattro tappe dedicato all’agricoltura urbana, in linea con il tema di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. L’opera d’arte riporta l’attenzione del pubblico su valori sempre più trascurati dalla società globalizzata: la condivisione del cibo e dell’energia, la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, la crescita sociale ed economica nel rispetto della qualità della vita degli individui e delle comunità.

“Wheatfield” si estende all’interno dell’area che ospiterà il futuro parco pubblico denominato “Biblioteca degli Alberi”. Per realizzare il campo di grano a Porta Nuova erano stati trasportati nell’area 15.500 metri cubi di terra da coltivo, erano stati utilizzati 1.250 chili di sementi di grano della tipologia Odisseo (250 chili per ettaro) e circa 5.000 chili di concime.

WHEATFIELDDopo la semina del 28 febbraio scorso, che aveva visto la partecipazione di oltre 5.000 cittadini e turisti di ogni età, sarà così finalmente accessibile a tutti un’area che per oltre 50 anni è rimasta chiusa: 50.000 mq (5 ettari –12 acri) di campi seminati a grano, fra grattacieli ed edifici futuristici, per uno spettacolare intervento di Land Art ecologica, che i cittadini potranno vivere dal vivo.

Il percorso pedonale, aperto al pubblico tutti i giorni della settimana, permetterà letteralmente di entrare nell’opera d’arte, osservando da vicino la crescita e la maturazione del grano. La mietitura è prevista per la metà di luglio e, per l’occasione, nel rispetto della tradizione agricola e dell’idea dell’artista, cittadini e turisti di tutto il mondo saranno chiamati a partecipare alla grande festa del raccolto.

WHEATFIELDIl taglio del nastro, inserito tra gli appuntamenti del Miart 2015, è in programma sabato 11 aprile alle ore 12.00 (ingresso dalla rampa che collega Piazza Gae Aulenti al Bosco Verticale), alla presenza di promotori e istituzioni (Filippo del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano; Giuseppe Sala, AD Expo Milano 2015; Kelly Russell, Direttore Fondazione Riccardo Catella; Beatrice Trussardi, Presidente Fondazione Nicola Trussardi; Vincenzo de Bellis, Direttore Artistico Miart; Mario Guidi, Presidente Confagricoltura).

Sabato sarà inoltre possibile visitare la video-mostra didattica allestita al piano terra della sede della Fondazione Riccardo Catella (in via De Castillia 28), che racconterà l’opera e le tematiche del progetto.

WHEATFIELDAltro importante spunto di riflessione sarà “Coltiviamo insieme!”: un orto con frutteto di 4.000 mq, realizzato dalla Fondazione Riccardo Catella in collaborazione con Confagricoltura, all’interno di un’area adiacente al giardino pubblico di via De Castillia 28. “Coltiviamo insieme!” sarà accompagnato da un programma di attività didattiche sulla coltivazione e sull’educazione alimentare, dedicate in particolar modo ai bambini e alle loro famiglie. Le attività interdisciplinari prendono spunto dal programma di “MiColtivo. Orto a Scuola”, che la Fondazione Riccardo Catella promuove dal 2012 nelle scuole pubbliche cittadine. Si tratta di un programma che, oltre a valorizzare i cortili e i giardini delle scuole pubbliche cittadine, prevede che gli orti diventino strumenti didattici attraverso i quali veicolare l’educazione alimentare, la sensibilizzazione al senso civico e all’integrazione multiculturale”.

WheatfieldAltra tappa del progetto “MiColtivo. The Green Circle” sarà un totem digitale che si dedicherà al tema della biodiversità, partendo da una valutazione del Bosco Verticale. Questo programma prende il nome di “Porta Nuova Smart Lab” ed è rivolto a tutti i cittadini che gravitano nell’area interessata. O meglio, più che di cittadini, bisognerebbe parlare di comunità, comprendente quindi i residenti fissi o momentanei, i visitatori nazionali o esteri, gli osservatori digitali, che si avvicinano al quartiere attraverso i siti web. L’obiettivo è quello di convogliare l’opinione delle persone per capire il loro grado di soddisfazione riguardo la loro residenza (reale o virtuale) nel quartiere. Questo progetto di analisi del territorio avrà luogo grazie al rilevamento dell’umore dei cittadini attraverso l’APP MIXMood, a siti online, a totem.

WHEATFIELDRoberto Leonelli, Presidente Comitato Digital Fondazione Riccardo Catella, ha affermato a proposito di “Porta Nuova Smart Lab”: “E’ un progetto di trasformazione, con l’obiettivo di trovare le modalità del digitale per cambiare l’esistenza delle persone all’interno di Porta Nuova. Vuole permettere alle persone di avere una forte connessione con tutte le loro esperienze. E’ un progetto di internet delle cose: noi vogliamo connettere oggetti e spazi del territorio con le persone. Parliamo di 10 milioni di persone annuali che passano in questa area: esse lasciano delle tracce. Noi vogliamo prenderle ed elaborarle per servire servizi che migliorino la loro vita. Migliaia di dati da leggere ed analizzare per poter costruire nuovi servizi. Se si vuole lavorare su un progetto digitale efficiente ed efficace occorre partire dalle persone. La tecnologia spesso viene percepita come elemento freddo e l’analizzare i dati come invasivo del mondo delle persone. Ma noi non siamo un progetto di marketing, vogliamo analizzare tutti i dati insieme. Vogliamo cambiare le modalità in cui le città si relazionano con i cittadini. E’ il primo progetto di misurazione delle città. E’ un selfie dell’umore delle persone”.

La Fondazione Riccardo Catella ha anche avviato un progetto civico dal nome “Smart Community”. Già dal titolo si possono capire quali possano essere le linee guida. Come suggerisce Manfredi Catella (Presidente Fondazione Riccardo Catella), a differenza degli studi “Smart City”, che si occupano esclusivamente di un’analisi della città mediante criteri finanziari, architettonici e tecnologici, “Smart Community” vuole prendere in considerazione le persone, gli abitanti, la comunità in genere che fruiscono del luogo interessato: Porta Nuova e, quindi, Milano. Nell’ambito della “Smart community”, occorre segnalare l’iniziativa “L’Italia si Alza”, che ha coinvolto 70 studenti dei corsi di falegnameria e tessile della Scuola Professionale Oliver Twist, gestita dall’associazione Cometa. Gli studenti sono stati impegnati nella progettazione di sedie per esterni, col supporto dei designer Philippe Bestenheider, Giopato & Coombes e Mario Ferrarini. Il progetto ha richiesto ai ragazzi di disegnare un oggetto “resistente, facilmente trasportabile e immagazzinabile, riconoscibile, dai costi contenuti e creativo”. I giovani si sono messi al lavoro e hanno prodotto tre prototipi, che saranno esposti e votati dal pubblico durante la Design week 2015 (dal 14 al 19 aprile). I progetti saranno anche giudicati da una giuria di addetti ai lavori e la sedia dichiarata vincitrice sarà messa in produzione, con i primi 100 esemplari che saranno esposti a Porta Nuova. Tutte le fasi dell’iniziativa saranno oggetto di riprese, per realizzare quattro video che andranno in onda su Realtime. I tre progetti finalisti saranno esposti durante la Design Week 2015 a Porta Nuova e saranno sottoposti al giudizio sia del pubblico (grazie alla pagina facebook “Porta Nuova Smart Community”, attiva dal 10 al 28 aprile) che di una giuria di addetti ai lavori (presieduta da Michele De Lucchi). La sedia vincitrice verrà messa in produzione e in vendita da Ethimo, con la firma dello studente-designer. Il ricavato andrà in parte alla Fondazione Cometa, in parte alla Fondazione Catella ed in parte al vincitore.

WHEATFIELDBeatrice Trussardi, Presidente Fondazione Nicola Trussardi, ha affermato a proposito di “Wheatfield”: “Siamo il partner culturale di questo progetto, che ci ha molto coinvolto in quanto il confronto è con cinque ettari di territorio non utilizzato. Stimolati anche da Expo, abbiamo deciso di ‘colmarlo’ con l’opera d’arte di un artista. La Fondazione Trussardi si occupa di arte nomade, quindi porta opere d’arte in spazi pubblici o privati mai visti ed aperti ai cittadini. In questo caso, ci siamo posti la sfida di confrontarci con uno spazio aperto di grandissime dimensioni ed abbiamo deciso – con Massimiliano Gioni, il nostro direttore creativo – di invitare un’artista ultra ottantenne vivente a New York, a realizzare un campo di grano come aveva già fatto a Battery Park City nel 1982, in un contesto però totalmente diverso, che non aveva più avuto occasione di rinnovare. Lei è Ágnes Dénes (1931) ed il suo non è un progetto di semplice land art, ma di arte ambientale. Infatti, ha un approccio più ecologista, vuole coltivare e nutrire sia la terra che gli spettatori, con un atteggiamento più materno e femminile”. Tale opera si intitola “Wheatfield” (campo di grano) e, come ci dice la stessa artista in un’intervista raccolta da Gioni, “E’ un simbolo, un concetto universale. Rappresenta il cibo, l’economia. Fa riferimento alla fame nel mondo, alle sfide ecologiche. E’ un piccolo paradiso, un posto dell’infanzia, un luogo di pace e di piaceri semplici”.

wheatfield-financialcenterRealizzato per la prima volta nel 1982 a New York, all’interno di un’area di 1 ettaro (2,5 acri) a Battery Park City, “Wheatfield” è rimasto nella memoria collettiva come una delle opere di arte ambientale più celebri, un capolavoro dalla potente carica simbolica e dalla grande forza trasgressiva. Grazie a “Wheatfield” la natura si riappropria della città con un’immagine semplice e dal forte impatto ecologista: un campo di grano cresce nel cuore di Milano, all’ombra dei grattacieli della city, e torna a essere fulcro del nostro vivere quotidiano.

WHEATFIELDL’intervento di Ágnes Dénes è anche considerato un caposaldo del femminismo: in “Wheatfield”, infatti, l’artista si reimpossessa della terra e ne celebra la potenza generatrice. Come spiega l’artista: “Fare arte oggi significa assumersi delle responsabilità nei confronti dei nostri simili. Siamo la prima specie che ha la capacità di alterare consapevolmente la propria evoluzione, fino a porre fine alla propria esistenza. Abbiamo preso in mano il nostro destino e il nostro impatto sulla terra è stupefacente. A causa del nostro incredibile “successo”, stiamo stravolgendo il pianeta e sperperando le sue risorse. Siamo giovani, come specie, e ancora più giovani come civiltà. Come bambini spericolati, avviamo processi che non sappiamo controllare. Credo che il nuovo ruolo dell’artista sia quello di creare un’arte che vada oltre la decorazione, l’oggetto e il suo uso politico. Un’arte che metta in discussione lo status quo e le infinite contraddizioni che accettiamo ed approviamo. Un’arte che inneschi e ravvivi il pensiero”.

WHEATFIELDÁgnes Dénes aveva accettato l’invito della Fondazione Riccardo Catella e della Fondazione Fondazione Trussardi  a realizzare “Wheatfield” a Milano, in occasione di Expo, per rinnovare questo messaggio di ritorno alla semplicità e alla concretezza della terra, portatrice di vita e di prosperità. “Wheatfield”, infatti, non è soltanto un’opera d’arte, ma è soprattutto un concetto universale, un grande motore di aggregazione e impegno sociale, che coinvolgerà centinaia di cittadini nelle fasi della coltivazione, in un’esperienza che si lega alla storia agricola del nostro Paese: dalla semina al raccolto e alla trebbiatura, grazie al supporto degli agricoltori di Confagricoltura, la più antica organizzazione nazionale di rappresentanza agricola “made in Italy”.

WHEATFIELD“Wheatfield” darà quindi il benvenuto ai milanesi e ai milioni di visitatori attesi da tutto il mondo per Expo, accogliendoli come in un abbraccio sulla soglia della nuova porta d’ingresso della città e invitandoli a riflettere su alcuni dei temi chiave del nostro tempo, come la sostenibilità, la ridistribuzione delle risorse e la fame nel mondo.

wheatartÁgnes Dénes, nata a Budapest nel 1931, fu costretta a rifugiarsi con la famiglia in Svezia nella metà degli anni ‘40, a seguito dell’occupazione nazista. Ancora adolescente, si trasferì negli Stati Uniti, dove coltivò lo studio della pittura alla New School e alla Columbia University di New York, città in cui ancora vive e lavora. Considerata una delle principali figure dell’arte concettuale americana, è emersa a livello internazionale tra gli anni Sessanta e Settanta. Grazie al suo approccio pionieristico e trasversale, nella sua carriera si è confrontata con una vasta gamma di linguaggi e media con cui ha indagato scienza, filosofia, linguistica, psicologia, poesia, storia e musica, dando vita a una pratica artistica capace di fondere estetica e impegno sociale. Nei suoi interventi, spesso di dimensioni monumentali, Ágnes Dénes fa convergere istanze ecologiche, culturali e sociali, e con incredibile potenza mette in dialogo arte, scienza e natura. Ha al suo attivo più di 500 mostre in gallerie e musei di tutto il mondo, ha scritto numerose pubblicazioni e ricevuto prestigiosi riconoscimenti e premi, tra cui quattro volte il National Endowment for the Arts Awards e il Rome Prize dell’American Academy di Roma, oltre a borse di studio al MIT e alla Carnegie Mellon University e due lauree ad honorem, rispettivamente alla Bucknell University e al Ripon College.

La Fondazione Riccardo Catella (FRC) viene istituita nel 2005 con la missione di favorire la cultura della responsabilità nell’operare sul territorio e di sviluppare progetti civici di valorizzazione e di animazione negli spazi pubblici e nelle aree verdi cittadine. La
Fondazione Riccardo Catella, nello svolgere le proprie attività, incentiva l’innovazione e la creatività italiana, favorendo l’approfondimento e la condivisione delle conoscenze nel campo dell’architettura, dell’urbanistica, del verde e degli spazi pubblici, della sostenibilità ambientale, del design e della comunicazione. L’impegno della Fondazione nei 7 anni di attività si è concentrato, da un lato, sulla promozione di un programma di ricerca e sensibilizzazione dedicato al tema dell’investimento immobiliare sostenibile e responsabile e, dall’altro, sull’attuazione di interventi concreti sul territorio cittadino, nell’ambito del programma civico i “Progetti della Gente”, con l’obiettivo di valorizzare e animare gli spazi pubblici e il verde urbano.

La Fondazione Nicola Trussardi è un’istituzione non profit che dal 2003 esplora Milano, riscoprendo e valorizzando con l’arte contemporanea luoghi dimenticati e gioielli preziosi nascosti nel cuore della città. Dopo le importanti mostre personali di Michael Elmgreen & Ingar Dragset, Darren Almond, Maurizio Cattelan, John Bock, Urs Fischer, Anri Sala, Paola Pivi, Martin Creed, Pawel Althamer, Peter Fischli e David Weiss, Tino Sehgal, Tacita Dean, Paul McCarthy, Pipilotti Rist, Cyprien Gaillard e Allora & Calzadilla, la
Fondazione Nicola Trussardi rinnova con questo spettacolare progetto il suo impegno a portare a Milano il meglio dell’arte contemporanea internazionale. “Wheatfield” si collega anche alla mostra della Fondazione Trussardi “La Grande Madre” – che inaugurerà ad agosto a Palazzo Reale – declinando i temi centrali di Expo attraverso le energie e le visioni dell’arte del nostro tempo.

Confagricoltura è l’organizzazione di rappresentanza e tutela dell’impresa agricola italiana. Riconosce nell’imprenditore agricolo il protagonista della produzione e persegue lo sviluppo economico, tecnologico e sociale dell’agricoltura e delle imprese agricole. La
presenza di Confagricoltura nel territorio nazionale si concretizza, in modo capillare, attraverso le Federazioni regionali, le Unioni provinciali, gli uffici zona e le delegazioni comunali. La Confederazione cura anche le problematiche dei giovani imprenditori agricoli, delle donne imprenditrici in agricoltura e degli agricoltori anziani rappresentati, al proprio interno, rispettivamente da ANGA – Giovani di Confagricoltura, da Confagricoltura Donna e dal Sindacato Nazionale Pensionati. Raggruppa oltre 650.000 imprese. I datori di lavoro associati a Confagricoltura rappresentano i due terzi del totale delle imprese del comparto e assumono oltre 500 mila lavoratori.

 

Vedere anche l’articolo:

Wheatfield-land-art-ungherese-nel-cuore-di-milano-per-expo-2015/

e i video:

Milano, nel quartiere di Porta Nuova prima “smart community” d’Italia

Video-un-campo-di-grano-nel-cuore-di-milano-agnes-denes-per-l-expo/

Milano-tra-i-grattacieli-spunta-wheatfield-l-arte-in-un-campo-di-grano/

Video-un-campo-di-grano-in-centro-a-milano/

e la galleria di foto:

Galleria-foto-di-wheatfield-a-milano/

 

(fonti: Fondazione Riccardo Catella, Confagricoltura)

 

 

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3 pensieri riguardo ““Wheatfield”: Domani l’apertura ufficiale dell’opera d’arte ambientale dell’artista ungherese-americana Ágnes Dénes”

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