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Green building: La casa d’acqua dell’architetto ungherese Mátyás Gutai

water-houseBUDAPEST – Spesso le risposte più elementari sono anche le più efficaci. L’architetto ungherese Mátyás Gutai ha escogitato un sistema per isolare le pareti domestiche con il più semplice dei materiali: l’acqua. La casa d’acqua che ha costruito nel cortile di un magazzino di Budapest, la sua città natale, dimostra come un’intercapedine tra due lastre di vetro, riempita con semplice acqua ed associata ad un sistema di controllo, possa ridurre notevolmente l’energia necessaria per il riscaldamento.

water-housePer la realizzazione del prototipo sono serviti circa 50 mila euro, ottenuti grazie a fondi europei e finanziamenti del governo ungherese. La tecnologia sfrutta la capacità dell’acqua di assorbire il calore e di restituirlo lentamente, quando necessario. L’energia termica viene immagazzinata in accumulatori posti nelle fondamenta della costruzione e rilasciata, quando necessario, in base alla temperatura impostata nel sistema di regolazione.

water-houseLe pareti di vetro, se dimensionate adeguatamente, possono fare a meno di una struttura portante e la casa può sfruttare in modo omogeneo i benefici della tecnologia. Le tamponature opache e la copertura del prototipo sono realizzate con lastre di alluminio rivestite con listelli di legno con un’intercapedine di acqua. In totale, il 70% dell’abitazione è protetto “dall’isolante liquido”.

“In nessun altra struttura si è completamente circondati da volumi d’acqua che, con le sue proprietà naturali e attraverso il processo chiamato ‘trasferimento di calore convettivo’, è in grado di spostare l’energia dove serve”, ha dichiarato l’inventore della casa d’acqua.

water-houseGutai ha ammesso che la costruzione dell’edificio è leggermente più costosa rispetto ad una tipologia tradizionale, ma è comunque più economica di tante altre tipologie di alloggi ad alta efficienza energetica. Racconta che ha costruito il prototipo dopo anni di ricerca e sviluppo, insieme ad un suo amico e compagno di studi al liceo, Milán Berényi. Il progetto sta suscitando l’interesse di architetti e costruttori di tutto il mondo. L’idea gli è venuta mentre si trovava in Giappone, nelle sorgenti d’acqua calda all’aperto, che frequentava mentre studiava architettura sostenibile all’Università di Tokio.

“Avevo molto freddo nel tragitto per arrivare alla piscina, soprattutto ai miei piedi. Come sono entrato nella sorgente, mi sono sentito perfettamente a mio agio, non importa quanto fosse fredda l’aria fuori”, ricorda.

Riflettendo sull’accaduto, si rese conto che le temperature di superficie e di massa sono molto più importanti di quelle dell’aria e iniziò a fare esperimenti per la realizzazione della casa d’acqua, che è stata ultimata dopo un decennio di ricerche.

Ora, pensando a questo tipo di sistema, possono sorgere spontanei molti interrogativi. Ad esempio: “Cosa succede se fuori è così freddo che l’acqua si ghiaccia?” Oppure: “Cosa succede se si rompe un pannello? Ci troviamo la casa allagata?”.

Naturalmente, Gutai ha pensato anche a queste evenienze e spiega che l’acqua viene miscelata con solventi naturali, non inquinanti, capaci di abbassare notevolmente la temperatura di congelamento. Ciò significa, in pratica, che anche se si guastasse il sistema di riscaldamento elettronico dell’acqua, essa non congelerebbe. Quindi, non ci sarebbe alcun danno al sistema, se non quello di restare al freddo (come capiterebbe con qualsiasi caldaia tradizionale).

I pannelli, invece, sono progettati con segmenti di congiunzione speciali: in caso di rottura di uno dei pannelli, il sistema viene sigillato automaticamente dai pannelli rimanenti .

Costruire case in questo modo è moderatamente più costoso rispetto ai modelli tradizionali, ma questo prototipo ha lo scopo di tagliare il nostro fabbisogno energetico e Gutai sta lavorando con le fabbriche e le aziende di tutta Europa su progetti che possano utilizzare questa tecnologia per rendere l’acqua il materiale da costruzione di un’edilizia più sostenibile.

(fonti: Rinnovabili.it, Blastingnews)

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