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“Salone del libro” a Torino: La Germania in forze per promuovere la letteratura tedesca (e anche quella ungherese)

TORINO – Al via il 13 maggio il “Salone del Libro”, con un’edizione dedicata al mondo tedesco. Scoperte e riproposte. E Berlino resta cruciale per promuovere le letterature di altri Paesi, tra cui l’Ungheria. Spesso gli autori scrivono nella loro lingua d’origine, ma vengono lanciati a livello internazionale soltanto una volta che sono pubblicati in traduzione tedesca.

Manifesto Salone Libro 2015Sarà Giovanni Di Lorenzo, Direttore della «Zeit», a tenere, mercoledì 13 maggio, il discorso di introduzione del “Salone di Torino 2015” a nome della Germania, che quest’anno è ospite d’onore. Il giorno dopo Claudio Magris pronuncerà la lectio magistralis. In omaggio alla Germania, sul manifesto campeggia Goethe, nel ritratto famoso che gli fece l’amico pittore Tischbein a Roma nel 1786-87 (il fotomontaggio propone un Grand Tour nelle nuove meraviglie d’Italia: moda, cinema, cucina). Una presenza numericamente significativa e folta di nomi importanti, coordinata dall’Ufficio progetti internazionali della Fiera del Libro di Francoforte, con la collaborazione del Goethe Institut di Torino (più di venti autori tedeschi, una quarantina di editori rappresentati). «Una macchina di perfetta efficienza, come la Mercedes» commenta il Direttore Editoriale del Salone, Ernesto Ferrero. Ma anche Torino ha dimostrato doti analoghe per l’occasione, con il fitto programma di avvicinamento alla settimana tedesca del Lingotto — musica, letteratura, scienze, cinema — che, per quattro mesi dall’inizio dell’anno, ha allestito un’offerta culturale imponente, a cui la città ha risposto con grande partecipazione.

Pagine sopra la città
In previsione del Salone, gli editori italiani propongono una cospicua offerta di libri tedeschi in traduzione (alcuni freschi di stampa, altri usciti da pochi mesi), e tutti gli autori presenti avranno i loro titoli disponibili in italiano. Un dato eccezionale, soprattutto per questi tempi di crisi, e tenuto conto del fatto che da molti anni gli editori italiani acquistano libri tedeschi in misura assai modesta. Gli scrittori tedeschi saranno protagonisti di una trentina di incontri, mentre gli editori presenti parteciperanno a dibattiti sulle trasformazioni del mercato del libro. Presenti a Torino due famosi disegnatori di libri per ragazzi, Axel Scheffler (Il Gruffalò, EL) e Nadia Budde, a cui il Goethe Institut dedica una mostra fino al 30 maggio. Il graphic novel è rappresentato da Isabel Kreitz (in Italia, Black Velvet). Tre gli autori del genere Krimi (poliziesco), che ne rispecchiano le diverse sfumature: il thriller internazionale, con Frank Schätzing (Breaking News, Nord); lo psico-thriller, Sebastian Fitzek (Noah, Einaudi); il giallo tradizionale, Friedrich Ani, «il Simenon di Monaco di Baviera» (inaugura la collana Gialli tedeschi nei libri di carta Emons). La letteratura che torna a interrogarsi sulle tragedie del Novecento comprende la memoria dell’Olocausto di Katja Petrovskaja (gli orrori delle SS a Kiev: Forse Esther, Adelphi) e di Jennifer Teege (figlia di un nigeriano e una tedesca, scopre di essere nipote del comandante di un Lager: Amon, mio nonno mi avrebbe ucciso, Piemme). Volker Weidermann racconta, in forma di romanzo, l’estate del 1936, quando sulle spiagge di Ostenda s’incontrarono Joseph Roth, Stefan Zweig e Irmgard Keun, tre scrittori i cui libri erano finiti nei roghi nazisti (L’estate di un’amicizia, Neri Pozza). Ulrike Edschmid, invece, ambienta la sua storia negli Anni di piombo: Philip, il marito della protagonista, si associa ai gruppi di guerriglia clandestina (La scomparsa di Philp S., e/o). Due gli esponenti della Wendeliteratur, la letteratura della fine della Germania divisa: Lutz Seiler, vincitore del Deutscher Buchpreis 2014, ci porta su un’isola del Mare del Nord nell’estate prima della Caduta del Muro (Kruso, Del Vecchio); David Wagner (già tradotto da Fazi, Il corpo della vita), è a Torino con il nuovo libro sui diversi modi di crescere a Berlino, di qua e di là del Muro. Due pensatori rappresentano la filosofia tedesca: Peter Sloterdijk (di cui Cortina sta traducendo la trilogia Sfere) e Markus Gabriel (Perché il mondo non esiste, Bompiani). Nella saggistica si spazia dal massimo egittologo tedesco, Jan Assman (da Adelphi esce La distinzione mosaica), al giornalismo d’inchiesta di Günter Wallraf (Germania anni Dieci, L’Orma). Molto atteso l’incontro con Wolfgang Streek (Tempo guadagnato. La crisi rinviata del capitalismo democratico, Feltrinelli), il sociologo che ha descritto la crisi della democrazia nell’era del capitalismo neoliberista. Infine, i romanzi veri e propri. I due nomi più celebrati sono quelli di Daniel Kehlmann (La misura del mondo e ora il nuovo F) e di Ingo Schulze (Semplici storie, Arance e angeli. Bozzetti italiani), entrambi Feltrinelli. Nell’autobiografico Quando tutto tornerà a essere come non è mai stato, Joachim Meyerhoff racconta la sua infanzia di figlio del direttore di un ospedale psichiatrico (Marsilio). L’austriaco Robert Seethaler, Libro dell’anno 2014, propone la vita dell’orfano Andreas, cresciuto fra le montagne e incapace di venire a patti con la modernità (Una vita intera, Neri Pozza). Con Stephanie de Velasco e Monika Zeiner abbiamo due debuttanti: la prima (Latte di tigre, Bompiani) descrive la vita spericolata di due ragazzine nella Berlino multikulti, tra alcool, amicizie e amori senza lieto fine. L’altra, invece, (L’ordinamento delle stelle, Keller) s’immagina un triangolo tipo Jules e Jim: due amici, una donna, la musica, e a far da sfondo agli amori e ai tradimenti ci sarà l’Italia.

Questione di diritti
Confortata da un buon andamento del mercato (dopo anni di alterni risultati, a dicembre 2014 era in passivo, ma nel marzo di quest’anno la vendita di libri ha segnato un forte aumento), l’editoria tedesca mantiene un carattere di grande solidità. Merito di un altissimo profilo professionale, dice Barbara Griffini dell’agenzia Berla & Griffini, che rappresenta per l’Italia circa 25 marchi editoriali, tra cui Piper, Suhrkamp, Random House, KiWi, Rowohlt, Fischer. Per questo «diversi autori di altre nazionalità e altri Paesi affidano i diritti delle loro opere a case editrici tedesche, che poi le diffondono in tutto il mondo. Spesso questi autori scrivono nella loro lingua d’origine, ma vengono lanciati a livello internazionale solo una volta che sono pubblicati in traduzione tedesca. Ci sono tre premi Nobel, due per la Letteratura, Herta Müller (romena di lingua tedesca) e Imre Kertész (ungherese) e Liu Xiaobo (cinese), per la Pace. Così avviene per gli ungheresi Péter Esterházy e Péter Nádas, il bosniaco Saša Stanišic, i russi Viktor Erofeev, Andrej Kurkov, Jurij Andruchovyc. Anche i diritti internazionali del greco Petros Markaris sono rappresentati dall’editore Diogenes di Zurigo».

Fuorisalone
La lista dei libri tedeschi che arrivano in libreria non si esaurisce con i titoli del Salone: Mondadori pubblica il nuovo romanzo di Uwe Timm, La volatilità dell’amore; Bompiani traduce Tutto su Sally dell’austriaco Arno Geiger; da Sperling & Kupfer esce Una casa sul Mare del Nord di Nina George, e Giunti propone il thriller di Karen Sander Muori con me. Particolarmente attivo, il giovane editore di Rovereto Roberto Keller manda in libreria Tutti i russi amano le betulle, scritto in tedesco dall’azera Olga Grjasnowa e La frontiera dei cani, il bellissimo reportage di Marie-Luise Scherer, scritto all’indomani della caduta del Muro, sui cani lupo che sorvegliavano il confine della DDR. Per quanto riguarda i classici moderni, Einaudi raccoglie tutto il teatro dell’austriaco Thomas Bernhard; da Quodlibet, in più volumi, è annunziato tutto il teatro del suo connazionale Peter Handke. Da parte tedesca, comunque, non si è da meno: a quarant’anni dalla prima edizione italiana, Fischer pubblica la traduzione di Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo, e dall’editore zu Klampen! escono i diari di prigionia, 1918, di Gadda e di Bonaventura Tecchi.

(fonte: Corriere della Sera)

 

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