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”Magnifico Teatro 2014/2015” a Benevento: In scena ”Il più grande del mondo. Vita e morte di Árpád Weisz, allenatore ebreo”

BENEVENTO – Venerdi 24 aprile e sabato 25 aprile, alle ore 21:00, presso il Magnifico Visbaal Spazio Culturale, in via Cupa Ponticelli 16/18 a Benevento, è in programma il decimo appuntamento della rassegna “Magnifico Teatro 2014/15”. Va in scena lo spettacolo “IL PIU’ GRANDE DEL MONDO. Vita e morte di Árpád Weisz, allenatore ebreo”. Drammaturgia di Simone Caputo, Ilaria Delli Paoli e Rosario Lerro, con Roberto Solofria. Regia: Rosario Lerro (Mutamenti/Teatro Civico 14 di Caserta).

Lo spettacolo teatrale è ispirato alla vicenda sportiva ed umana di Árpád Weisz, calciatore-allenatore ungherese di origini ebraiche, vincitore di due scudetti con il Bologna, morto in un campo di concentramento nel 1944.

C’è la convinzione che il calcio sia immune da tragedie. In realtà, la storia di Árpád Weisz ci insegna l’esatto contrario. Il palcoscenico del Magnifico Visbaal Spazio Culturale di Benevento si trasforma in luogo della memoria con la messa in scena di uno spettacolo che guarda alla più grande tragedia del ‘Secolo Breve’, la Shoa, attraverso gli occhi di un grande calciatore-allenatore ungherese, a cui bastò l’etichetta di ‘ebreo’, impressa dalle leggi razziali, per essere dimenticato, rinnegato dalla sua patria adottiva, perseguitato ed ucciso.

La pièce, una produzione Mutamenti / Teatro Civico 14, ripercorre la carriera del grande calciatore, interpretato da Roberto Solofria, che lasciò un segno nella nazionale ungherese ai Giochi Olimpici di Parigi nel 1924 e si distinse anche come brillante tecnico: Weisz con l’Ambrosiana-Inter diventò, infatti, nel 1929-30, il primo allenatore che vinse uno scudetto nell’era del girone unico, che dura ancora oggi. Il record, probabilmente imbattibile, è quello di averlo vinto a soli 34 anni. Nel 1938, quando era uno degli allenatori più apprezzati d’Europa, a causa delle leggi razziali, fu costretto a fuggire dall’Italia, insieme alla moglie Elena e ai figli Roberto e Clara. La sua storia e quella della sua famiglia, come milioni di altre storie, finiscono ad Auschwitz.
Caduto nel dimenticatoio, il tecnico ungherese è stato un rivoluzionario per l’epoca. Vinse tre scudetti, uno con l’Inter e due con il Bologna, scoprì a 17 anni Giuseppe Meazza, fu il più giovane a laurearsi campione d’Italia e il primo straniero a vincere lo scudetto nel nostro Paese. Nel ricordare questi importanti successi, “Il più Grande del Mondo” racconta la carriera e le idee di Árpád Weisz, sopravvissute all’oblio, che hanno introdotto novità decisive nel calcio moderno. La sua preparazione, la professionalità e il rigore scientifico sono impressi sulle pagine del suo “Manuale del Giuoco del Calcio”.

«La storia di Árpád mi ha affascinato fin dal momento in cui mi è capitato tra le mani lo splendido libro di Matteo Marani “Dallo scudetto ad Auschwitz”. Ripensare al calcio di quasi 100 anni fa, quello delle magliette di lana, dei calzettoni tenuti su dalle fasce, delle storie di uomini che inseguivano un pallone e non la ricchezza, mi ha immediatamente immerso nell’atmosfera epica in cui si è consumata la tragedia di Weisz. Un uomo famoso, il miglior allenatore d’Europa, che finisce su un treno per Auschwitz, insieme alla sua famiglia. Una storia come milioni di storie, che hanno, loro malgrado, fatto parte della più grande tragedia che il genere umano abbia mai vissuto. Abbiamo provato a costruire una scatola di ricordi dentro cui abbiamo trovato le immagini di un uomo e della sua famiglia, sradicati dalla città in cui vivevano, allontanati dall’affetto dei propri cari, spaventati e impotenti di fronte al destino che si avvicinava, attraverso documenti, leggi, intimidazioni». (Rosario Lerro)

 

Note di regia

Árpád Weisz, ebreo ungherese, si spegne il 31 gennaio 1944, scampando ai forni che due anni prima gli avevano sottratto la moglie e i due figli. Ottimo calciatore, nazionale ungherese ai Giochi Olimpici di Parigi nel 1924, ma anche un grande allenatore: Weisz con l’Ambrosiana-Inter diventò nel 1929-30 il primo allenatore vincitore di uno scudetto nell’era del girone unico, che dura ancora oggi. Il record probabilmente imbattibile è quello di averlo vinto a soli 34 anni. Nel 1938, quando era uno degli allenatori più apprezzati d’Europa, a causa delle leggi razziali fu costretto a fuggire dall’Italia, insieme alla moglie Elena e ai figli Roberto e Clara. Parigi, poi l’Olanda a Dordrecht dove Weisz riuscì anche ad allenare per qualche mese. La sua storia e quella della sua famiglia, come milioni di altre storie, finiscono ad Auschwitz.

“Il più Grande del Mondo – si legge nelle note di presentazione – nasce dall‘intento di ricordare una delle figure meno conosciute della storia del calcio, del calcio di oggi, la nostra Serie A. Ci siamo chiesti chi è stato Árpád Weisz e per quale motivo uno dei grandi personaggi degli anni ‘30 è caduto nell’oblio, al punto che i più oggi non ne conoscono neanche il nome. Il nostro spettacolo nasce dalla necessità di portare alla luce la sua storia e quella di altre persone come lui, che, a causa delle leggi imposte da Mussolini, furono barbaramente costretti a rinunciare alla propria vita, per un ultimo lungo viaggio senza ritorno. E’ una storia triste perché parla dell’ottusità umana, ma anche intensa, perché racconta la grande dignità di un uomo. Per impedire all’indignazione di lasciare il posto all’indifferenza, non bisogna mai dimenticare da dove veniamo. Vogliamo ricordare una persona importante per il calcio come Árpád Weisz, la sua famiglia, ma anche tutti gli altri sei milioni di morti che quegli anni di follia si portarono dietro. Come dice Primo Levi, se un genocidio è avvenuto una volta può avvenire anche una seconda, e questo non deve accadere. E non basta un solo giorno all’anno per ricordare quei tragici momenti: bisogna portarsi dentro il proprio cuore una speranza, ma anche la certezza, che quei brutti giorni non tornino più, e che tutto il mondo possa vivere in modo sereno e con la pace che unisce tutte le popolazioni”.

 

IL PIU’ GRANDE DEL MONDO \ vita e morte di Arpad Weisz, allenatore ebreo (trailer)

 

“Magnifico Teatro 2014-2015”

Si è tenuta, nel mese di ottobre 2014, presso il Magnifico Visbaal Spazio Culturale di Benevento, la presentazione di “Magnifico Teatro 2014-2015”, seconda rassegna di teatro contemporaneo.
Erano presenti il Direttore Artistico Peppe Fonzo ed il Direttore Organizzativo Rosaria Aragiusto, oltre ai collaboratori ed allo staff della compagnia.
“Il progetto Magnifico Teatro – hanno spiegato gli organizzatori – nasce dall’urgenza di apportare al panorama culturale cittadino il nostro contributo, attraverso i nuovi linguaggi e nuove idee performative.
Le diverse compagnie provenienti da tutta Italia, alcune già affermate ed altre emergenti, si susseguiranno lungo la stagione con cadenza bisettimanale, offrendo allo spettatore una visione eterogenea delle cifre stilistiche presenti nello scenario nazionale.
Abbiamo selezionato dodici compagnie in seguito alla pubblicazione on-line di un bando aperto a tutti i gruppi teatrali (formali e informali) aventi sede, o comunque operanti, sul territorio nazionale.
Hanno risposto settantadue compagnie da tutto lo stivale, una cifra oltre ogni più rosea previsione.
Questo risultato rappresenta il riconoscimento che la Compagnia Magnifico Visbaal sta lavorando bene e la voce si sta diffondendo a macchia d’olio.
Nonostante le numerosi difficoltà per sostenere le spese di gestione dei nostri locali e delle attrezzature utili per lavorare e dare vita alla rassegna, ricordiamo che non abbiamo nessun finanziamento, sostegno, contributo o patrocinio da parte di nessun Ente. Siamo molto fiduciosi che la città risponda alla nostra iniziativa, presentandosi alle date degli spettacoli in cartellone e diffondendo la voce.
L’idea è aprire nuovi spazi mentali, nuovi punti di domanda, nuove visioni che possano far nascere dibattiti, spunti, riflessioni critiche, vicinanze emotive e abbattimenti delle barriere, che spesso gli individui innalzano senza saperne il motivo.
Lo spazio Culturale e tutte le sue iniziative mettono in atto quello che, secondo noi, è il vivere ed il fare teatro-arte, che non vuol dire assistere passivamente ad un attore che recita in maniera tecnicamente impeccabile, ma piuttosto assistere, ogni volta, ad un avvenimento che influenzi la nostra vita per migliorarla, tornare a casa con un punto di domanda importante e tale da far crescere la nostra sfera intellettuale, emotiva e civile. L’arte se non è capace di questo, cos’è?”

Di seguito ecco il programma della kermesse

24-25 ottobre: “Femmene” con Nunzia Schiano e Miriyam Lattanzio regia Niko Mucci.

14-15 novembre: “The Problem. Una coppia in commedia” di Gurney Jr. tradotto, diretto e interpretato da Annika Strøhm Saba Salvemini Compagnia Aretè Ensemble

28-29 novembre: “Ri-evolution” regia Roberto di Maio con Beatrice Fedi, Roberta Mattei, Francesca Ceccarelli. Progetto Compagnia DeMix
*vincitore premio migliore regia al Roma Fringe Festival 2013;

12-13 dicembre: “Fosco Storia di un matto”.
Scritto, diretto e interpretato da Peppe Fonzo. Magnifico Visbaal Teatro

17-18 gennaio: “L’Italia s’è desta. Un piccolo (falso) mistero italiano”.
Scritto e diretto Rosario Mastrota con Dalila Cozzolino. Progetto Compagnia Ragli
*vincitore dei Festival per Monologhi Uno a Firenze, Festival Teatropia 2012 di Siena, premio Centro alla Drammaturgia 2013 di Milano, premio per la migliore attrice Premio Centro, finalista premio Histryo 2012

23-24 gennaio: “Bianca e Nerina fiaba per adulti sulla struttura alchemica di una famiglia qualunque”.
Scritta e diretta da Valeria Sara lo Bue con Floriana Patti.
Progetto Compagnia della Credenza *vincitore del premio Teatro ai Giovani 2014

6-7 febbraio: “Senza niente 4. Il regista” di Teatro Magro regia Teatro Magro con Flavio Cortellazzi
*vincitore Migliore attore al Roma Fringe Festival 2012

20-21 febbraio: “Orlando Bodlero” Compagnia degli Innamorati Erranti Regia di Mario Fedeli, Manuela Mosè, Daniele Fedeli Con Daniele Fedeli, Manuela Mosè
*vincitore Premio Giovane Talento al Roma Fringe Festival 2014

20-21 marzo: “Anniversario di Matrimonio” scritto e diretto da Crescenzo Autieri con Crescenzo Autieri, Giusy Palmiero, Raffaele di Paolo,Amelia Aletta (Circuito aderenze teatrali)

17-18 aprile: “Bukowski. A Night with Hank” produzione Teatro dei Limoni di Francesco Nikzad diretto e interpretato da Roberto Galano

24-25 aprile: “Il più grande del mondo. (Vita e morte di Arpad Weisz allenatore ebreo”. Mutamenti/Teatro Civico 14 drammaturgia Simone Caputo, Ilaria Delli Paoli e Rosario Lerro
con Roberto Solofria regia Rosario Lerro

15-16 maggio: “Danza alla rovescia. Insurrezione fisica” di Gaddo Bagnoli con Claudia Franceschetti.
Produzione Scimmie Nude

29-30 maggio: “La protesta (60)” Compagnia La ballata dei Lenna
ideazione regia e interpretazione Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno

(*) Ingresso riservato ai soci

Tutti gli spettacoli andranno in scena in via Cupa Ponticelli a Benevento, all’interno dello spazio culturale del “Magnifico Visbaal”.

 

La vicenda sportiva ed umana di Árpád Weisz ha ispirato anche “Il CalciaStorie”, progetto nazionale lanciato a settembre 2014 da Lega Serie A e Uisp per diffondere la cultura dell’integrazione e della tolleranza attraverso il calcio.

Vedere anche l’articolo:

Il-calciastorie-alle-tappe-conclusive-il-progetto-didattico-per-diffondere-la-cultura-dell-integrazione-ispirato-dalla-vicenda-sportiva-ed-umana-del-calciatore-allenatore-ungherese-arpad/

 

(fonte: Magnifico Visbaal Spazio Culturale)

 

 

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