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“Alinari Contemporary”: Presentato a Palazzo Morando il nuovo progetto di Fratelli Alinari

Alinari_Contemporary_InvitoMILANO – Alinari Contemporary è stato presentato ufficialmente il 22 aprile a Milano, a Palazzo Morando. Si tratta del nuovo progetto imprenditoriale di Fratelli Alinari, la più antica azienda al mondo tuttora operante nel campo della fotografia, che torna a realizzare campagne fotografiche esclusive, avvalendosi della collaborazione di un gruppo di professionisti italiani molto affermati. A seguire, si è svolta una visita guidata alla mostra “Brassaï. Pour l’amour de Paris”, che rende omaggio a uno dei più grandi fotografi del ’900, l’ungherese Gyula Halász, in arte Brassaï.

“Nella società del selfie, dove tutti sono fotografi, ovvero nessuno è più fotografo”, ha detto Paola de Polo Saibant di Alinari, “è un segno distintivo tornare alla campagna fotografica, alla stampa, ribadire che la fotografia è arte e cultura. Ed è bello farlo con autori italiani, sotto il nome di Alinari, che è garanzia di stile e rigore”.

Fratelli Alinari è una storica azienda fiorentina, che si occupa di fotografia dal 1852. Possiede un archivio di oltre 5 milioni di foto e vanta tuttora una stamperia d’arte – l’unica al mondo – capace di realizzare fotografie su carta e lastra d’argento con la tecnica della collotipia. Dopo una lunga assenza (dal 1920 circa), Fratelli Alinari intende riprendere l’attività iniziale delle campagne fotografiche per rappresentare il “made in Italy” nel campo della fotografia.

Intitolato Alinari Contemporary, il progetto potrà contare sulla collaborazione di un gruppo di autori, tutti italiani, che hanno sempre fatto del proprio linguaggio fotografico un connotato di ricerca e professionalità. Si tratta di 20 fotografi italiani, ciascuno specializzato in un particolare genere e caratterizzato da uno stile piuttosto riconoscibile. Si va dalle architetture contrastate di Gabriele Croppi ai ritratti antropologici di Paolo Formichella. Dall’occhio di Luigi Baldelli, che da quasi trent’anni racconta guerre, rivoluzioni, carestie di paesi lontani, a quello del friulano Luigi Vitale, che si divide tra i ritratti e i reportage, l’architettura, i documentari, la passione per la sua terra. Fino ad arrivare alla manipolazione artistica dell’immagine, come nel caso di Agnese Purgatorio. Personalità che differiscono per età, formazione e tecnica, ma le cui firme saranno, d’ora in poi, rappresentate da Fratelli Alinari, che assegnerà loro la realizzazione di campagne fotografiche esclusive e la conduzione di una serie di workshop e attività formative. Professionisti italiani, già affermati, ognuno con la sua storia e le sue esperienze, dall’informazione alla comunicazione d’impresa, uniti dal fil rouge di un linguaggio fotografico connotato da una ricerca ed una professionalità ispirata agli stessi valori dell’azienda fondata nel 1852. Tutti “autori dotati di un loro linguaggio fotografico e di una perseveranza artistica e professionale a tutto tondo, pari alla nostra”, si legge nella brochure di presentazione del progetto.

Fratelli Alinari ha scelto Milano per presentare ufficialmente il nuovo progetto, Alinari Contemporary. Il perché è presto detto: nel tardo pomeriggio di mercoledì 22 aprile, Claudio de Polo Saibant e sua figlia Paola hanno esposto quello che è, a tutti gli effetti, un piano imprenditoriale, che, nella capitale dell’economia italiana – nonché città di Expo 2015 – trova la perfetta cornice. È nella Milano del design e della moda, infatti, che l’etichetta del made in Italy è diventata il mantra della comunicazione aziendale nostrana. È in questa stessa metropoli che Fratelli Alinari ha scelto di presentare un’inedita applicazione della medesima strategia di marketing: l’azienda ambisce a rappresentare il made in Italy nel campo della fotografia. Ci sono tutti gli elementi per lanciare Alinari Contemporary in quest’ottica: le radici storiche del brand, fondato nel 1852, che si confondono con quelle dello stesso medium fotografico, e il know-how tecnico e artigianale. Con questi precedenti storici, un’azienda simile può davvero garantire i massimi livelli per la propria produzione.

È su questo punto che, non a caso, ha insistito Paola de Polo Saibant in conferenza stampa: in un periodo storico in cui tutti sono fotografi e la gran parte delle immagini sono selfie, Alinari Contemporary si ripresenta sul mercato, proponendo un servizio qualitativamente superiore e la massima professionalità nella realizzazione di campagne fotografiche tailor-made. In questo consiste, di fatto, il progetto, che ha già una prima committenza – ancora top secret – e spera di mettersi al servizio anche delle istituzioni italiane: non tanto il Mibact, quanto piuttosto Regioni, Province e Comuni che vogliano documentare il proprio territorio con un piano di comunicazione dal forte impatto visivo.

Con Alinari Contemporary l’azienda torna, di fatto, alle origini del proprio mandato. Ma senza porsi in competizione con le agenzie fotografiche internazionali e neppure scendendo nell’arena del business digitale, dove la sola presenza di un colosso come Getty Images porta, giustamente, a desistere, prima ancora di gettarsi nella mischia. Il radicamento sul territorio italiano, sottolineato dalla scelta di 20 fotografi tutti “autoctoni”, anche se molto differenti tra loro, è forse la maggiore garanzia di successo dell’operazione Alinary Contemporary. Un’azienda che, finalmente, applica la logica del made in Italy per intepretare la società italiana e la domanda del mercato interno.

L’idea, spiegano da Alinari, è quella di tornare alle origini, riprendendo l’attività iniziale delle campagne fotografiche. Con l’obiettivo, da una parte, di dare la dignità del made in Italy alla fotografia, e dall’altra di riqualificare la stessa fotografia, in un mondo in cui – smarthphone alla mano – tutti sono fotografi e nessuno è più fotografo, dove non si stampa quasi più e dove la fotografia rischia di diventare un insieme di pixel dall’incerto futuro.

“Noi degli Alinari- si legge ancora nella brochure – viviamo di un credo ostinato, che fa parte della nostra storia da oltre 150 anni. Da quando, insomma, è nata la fotografia: essere testimoni fedeli del nostro tempo. E oggi continuiamo a crederci, perché queste sono le nostre radici. Tant’è che, dopo un periodo di esperienza altalenante a contatto di un mercato compulsivo, abbiamo deciso di riabbracciare il nostro canone migliore, il nostro pensiero di eccellenza con cui abbiamo a lungo rappresentato la storia del nostro Paese nel modo che tutti oggi ci riconoscono”.

Da qui l’idea di reclutare un gruppo di autori, al quale è stato messo a disposizione tutto il ‘sapere’ tramandato negli oltre 5 milioni di immagini di proprietà dell’azienda. Un “patrimonio fotografico che consente di gestire una continua programmazione espositiva ed editoriale, sviluppare progetti educativi e multimediali, realizzare servizi di ricerca iconografica, catalogazione, digitalizzazione e gestione di archivi fotografici, pubblici e privati. Memoria di ieri, di oggi e di domani, per un racconto che riparte dall’Italia.

Alla presentazione di Alinari Contemporary ha fatto seguito la visita alla mostra “Brassaï. Pour l’amour de Paris”, organizzata a Palazzo Morando nell’ambito di “Expo in città” dalla Fondazione Alinari, in collaborazione con “Estate Brassaï”, Comune di Parigi, Istituto francese di cultura Milano, Camera di Commercio e Industria Francese in Italia presso Palazzo Morando.

L’esposizione presenta 260 fotografie originali di Brassaï. Presentata per la prima volta a Parigi presso l’Hotel de Ville, la mostra sarà accompagnata da una retrospettiva cinematografica (a cura dell’ Instituto francese di cultura) e seminari di approfondimento.

“Brassaï. Pour l’amour de Paris” rende omaggio a uno dei più grandi fotografi del ’900. L’ungherese Gyula Halász, al secolo Brassaï , naturalizzato francese, è stato l’autore delle immagini più belle e suggestive di Parigi, dei suoi angoli e scorci, resi unici ed emozionanti dalla sua macchina fotografica.

Vedere anche l’articolo:

Expo-in-citta-l-ungherese-gyula-halasz-in-arte-brassai-in-mostra-a-palazzo-morando/

 

Alinari Contemporary

Noi degli Alinari siamo di nuovo qui, in verità non siamo mai andati via, se non per una ragione semplice e schietta di mercato: quanto vale la “Memoria storica” di un’impresa in un mondo in cui frenesia e consumismo sembrano trionfare sopra la storia e la cultura del mondo? Poco, a guardare i fatti di ogni giorno.
Noi degli Alinari viviamo di un credo ostinato che fa parte della nostra storia da oltre centocinquant’anni, da che insomma è nata la Fotografia: essere testimoni fedeli del nostro tempo. E oggi continuiamo a crederci perché queste sono le nostre radici, tanto è che dopo un periodo di esperienza altalenante a contatto di un mercato compulsivo abbiamo deciso di riabbracciare il nostro canone migliore, il nostro pensiero di eccellenza con cui abbiamo a lungo rappresentato la storia del nostro Paese nel modo che tutti oggi ci riconoscono. E lo facciamo per come siamo capaci, vale a dire invitando a collaborare con noi un gruppo di autori che ha sempre fatto del proprio linguaggio fotografico un connotato di ricerca e professionalità ispirata ai nostri stessi valori.

E’ inteso che realtà editoriali di prestigio -italiane e non- portano avanti medesimi principi ispiratori con ottimo successo di mercato, ma a noi piace pensare che ogni nuova Storia gode di un buon inizio ed è per questo che oggi, a dispetto di una crisi che ancora non crea occupazione, ne creiamo una con autori dotati di un loro linguaggio fotografico e di una perseveranza artistica e professionale a tuttotondo, pari alla nostra. E noi Alinari, consapevoli in questo caso della nostra Storia, vogliamo mettere a loro disposizione tutto il “Sapere” che milioni di immagini rivelano nei nostri archivi grazie a quella “Cultura di Memoria” storica, moderna e contemporanea in cui crediamo da sempre.

Una Memoria insomma di ieri, di oggi e di domani che intende proporre al mercato l’operatività di questi venti autori per tutti coloro che operano nel mondo dell’immagine tanto a livello di Informazione che di Comunicazione d’Impresa.

Da oggi gli Alinari sono in campo non solo perché la Fotografia si è evoluta, ma perché la stessa Storia degli Uomini (e delle Donne) chiede nuovi principi di Narrazione. E per farlo una volta di più, noi ripartiamo da quel Made in Italy che da sempre raggiunge ogni parte del mondo. Per Alinari insomma, la Fotografia riparte dall’Italia.

 

(fonti: Fratelli Alinari, Ansa, Artslife, Artribune)

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