hockey

Hockey ghiaccio, Mondiali I Divisione 2015: Kazakistan e Ungheria in Top Division. Italia al quinto posto

CRACOVIA – Si conclude con una nuova sconfitta l’avventura della giovane Italia, che perde 3-0 contro il Kazakistan, promosso in Top Division. Il Blue Team si classifica al quinto posto, posizione che “deve essere un punto di partenza e non di arrivo”, come sostenuto dal responsabile hockey della FISG Tommaso Teofoli, al termine del match Italia-Kazakistan, disputato sabato 25 aprile a Cracovia. Una gara in cui gli asiatici hanno ottenuto il massimo risultato, condito dal giusto cinismo, col minimo sforzo. Un successo che permette loro di concludere il torneo imbattuti. L’Ungheria, dal canto suo, stacca il pass della Top Division insieme ai kazaki, dopo una sorta di finalissima contro la Polonia (2-1). I padroni di casa sono andati ad un niente dalla storica qualificazione nella massima serie dell’hockey. La sfida salvezza, infine, vede la vittoria del Giappone per 3-1 contro l’Ucraina, relegata in Prima Divisione B.

Italia–Kazakistan 0-3 (0-1; 0-0; 0-2)
Marcatori: (0-1) 06.42 Yevgeni Rymarev (Maxim Khudyakov); (0-2) 45.10 Talgat Zhailauov (Konstantin Savenkov); (0-3) 53.39 Alexei Vorontsov (rigore)

Se gli ex sovietici non hanno più nulla da chiedere al torneo, l’Italia, sulla carta, potrebbe agguantare il terzo posto, per effetto di una eventuale sconfitta della Polonia nell’ultima gara del torneo contro l’Ungheria. Il primo tempo è giocato a ritmi blandi. Marchetti apre le danze, senza inquadrare la gabbia kazaka. Il Kazakistan si presenta dalle parti di Andreas Bernard con Vorontsov. Dopo le prime schermaglie, è Ihnacak a cercare la via del goal con una doppia conclusione, alla quale si oppone Poluektov. Poco dopo, l’italocanadese si macchia, all’altezza della blu d’attacco, dell’errore da cui scaturisce il contropiede di Rymarev, che vale lo 0-1. Problemi di concentrazione anche per Frei, che, in zona neutra, perde il puck, favorendo gli avversari vicini al raddoppio. Gli asiatici giocano con sufficienza, l’Italia conquista terreno, tuttavia le occasioni scarseggiano, mentre gli ex sovietici tornano a rendersi pericolosi nel finale di periodo.

Favorito dal primo power play della gara, il Blue Team sfiora concretamente il pareggio, in apertura di secondo tempo, con la deviazione sottoporta di Ramoser, sul tiro dalla breve distanza di Ihnacak. Quella del secondo tempo è un’Italia che cerca il goal con maggiore insistenza: Sullivan e Gander sono i giocatori più pericolosi. Non solo, gli Azzurri adesso lottano su ogni disco, in ogni zona della pista. Poluektov, sempre attento, deve sventare di gambale sul diagonale di Morini. Quando è battuto, viene salvato dal palo, come accaduto sul tiro di Frei. Nel mezzo, a metà ripresa, matura la prima conclusione kazaka con Starchenko. Nel finale di periodo, grazie ad un’altra superiorità, gli Azzurri tengono in scacco gli avversari con Anton Bernard ed Egger.

Gli asiatici, sornioni, raddoppiano nel terzo tempo con un’azione identica a quella del vantaggio: disco recuperato all’altezza della blu difensiva da Savenkov e conseguente contropiede di Zhailauov, che finalizza il suggerimento. Tornata a macinare gioco, l’Italia ronza attorno alla gabbia kazaka. Tuttavia, la mancanza di uno sniper produce tiri facilmente parabili. In penalty killing gli Azzurri azzardano una sortita in avanti. Vorontsov intercetta il puck, lanciandosi in contropiede. Bloccato irregolarmente da Helfer, gli arbitri assegnano i canonici due minuti di penalità al difensore italiano e il rigore all’attaccante kazako. Vorontsov non fallisce l’opportunità, che, chiude, di fatto, la partita.

 

Ungheria-Polonia 2-1 (0-0;0-0;2-1)
Reti: 41:30 J.Hari (Banham,Sebok); 56:52 M.Bryk (Pasiut,Rompkowski); 59:54 B.Sziranyi EN

Atmosfera delle grandissime occasioni in quel di Cracovia, con la favorita Ungheria che costringe la volenterosa Polonia a chiudersi a riccio al cospetto degli avversari: una doppia incursione di Magosi fa scaldare i riflessi ad Odrobny, mentre le uniche occasioni per i padroni di casa, nel primo drittel, arrivano da ribaltamenti offensivi orchestrati sulle fasce con Galant e Chmielewski. Per gli ungheresi è autentico dominino (14-8 le conclusioni), con Hari, Sarauer e Banham a far tremare i gambali dell’ottimo Odrobny, sostenuto alla grandissima dalla propria difesa.
Nel secondo periodo, entrambi i team infittiscono le proprie maglie difensive, vista l’altissima posta in gioco: lo spettacolo, gioco forza, ne risente, ma la bellissima lotta su ogni puck ripaga della pochezza di azioni viste nel terzo centrale. L’Ungheria trova il nulla o quasi in un paio di vantaggi numerici, con i padroni di casa a rendere durissima la vita allo special team magiaro. Una bordata di Kovacs dalla blu crea scompiglio nello slot di Odrobny, bravissimo a chiudere sul rebound seguente agli avvoltoi ospiti. La Polonia, nonostante subisca la maggior pressione ungherese (6-9 le conclusioni), nella seconda parte del terzo ha le occasioni migliori: prima Dzubinski viene fermato ad un niente dallo slot di Rajna (PP evanescente), mentre la mezza spizzata di Pasiut termina poco sopra il montante magiaro. Sullo slap di Malasinski, invece, è da applausi la pinzata del portiere magiaro con contesa ferma ancora sullo 0-0 al 40mo.
Al primo svarione della difesa polacca, l’Ungheria passa in vantaggio, con Hari a depositare indisturbato in rete il rebound lasciato dall’estremo di casa. In PP (due nella prima metà del terzo) i magiari costruiscono belle combinazioni e vanno vicinissimi al raddoppio con Vas e Sofron, senza muovere lo score. La Polonia compensa la differenza tecnica pattinando e cercando di costruire azioni corali (solito Chmielewski e Zapala), impensieriendo il bravo Rajna con Kolusz. Sarauer si vede rapinato della rete dalla bella parata del goalie polacco, con l’HC di casa a togliere Odrobny già al 56mo (alla Polonia servirebbe la vittoria piena al 60mo). Un minuto dopo, il terrificante slap dalla blu di Bryk fa esplodere di gioia la Krakow Arena.
La Polonia cerca la rete del miracolo (tornerebbe in Top Division dopo 13 anni d’assenza), ma le iniziative s’infrangono contro un buon Rajna (28sv), con la rete in empty-net di Sziranyi a far tornare in Top Division l’Ungheria, dopo 6 anni di assenza. Saluta Leszek Laszkiewicz, dopo una lunghissima militanza con la casacca della Polonia.

 

Classifica Finale: Kazakistan 15 Punti, Ungheria 12, Polonia 6, Giappone 6, Italia 5, Ucraina 1.

Kazakistan ed Ungheria promosse in Top Division (nel 2016 in Russia), Ucraina relegata in Prima Divisione B.

Premi Individuali:
Fanno incetta di premi i ragazzi del Kazakistan, mattatori anche nelle statistiche dei realizzatori, con Starchenko, Dallman, Rudenko e Rymarev autori di 6 punti. Tra i goalie primeggiano il polacco Odrobny (oltre il 96% di parate) ed il kazako Poluektov, autore di ben 2 shutouts.

Miglior Portiere: P.Odrobny (Polonia)
Miglior Difensore: K.Dallman (Kazakistan)
Miglior Attaccante: R.Starchenko (Kazakistan)

All Star Team (scelto dai media):
Portiere: P.Poluektov (Kazakistan)
Difensori: K.Dallman (Kazakistan) – M.Romkowski (Polonia)
Attaccanti: R.Starchenko (Kazakistan) – A.Sarauer (Ungheria) – M.Kolusz (Polonia)

MVP (Miglior giocatore della rassegna, scelto dai media):
Roman Starchenko, Kazakistan

 

(fonte: Hockeytime)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...