Gergely Bogányi

“Dall’Ungheria, l’eredità di Liszt”: Il Pianoforte Bogányi

MILANO – Un parterre di straordinari musicisti, interpreti, critici, ma anche di appassionati si sono incontrati il 30 aprile 2015 a Milano, nella suggestiva cornice della Sala Radetzky di Palazzo Cusani, per ascoltare lo “strumento meraviglioso” di Gergely Bogányi.

Così è stato, infatti, più volte definito il pianoforte da concerto sognato, progettato e ideato dal pianista e ricercatore Bogányi, dopo anni di lavoro sulle forme e sui materiali, come i cosiddetti compositi di carbonio, un materiale di tipo avveniristico, utilizzato anche nella tecnologia aero-spaziale: una ricerca tecnologica applicata alla tradizione, che ha prodotto effetti “meravigliosi” sul timbro, sulla resa sonora e, come dice lo stesso Bogányi, sul rapporto con l’esecutore, col quale lo strumento “diventa un tutt’uno”.

Introdotto da Renato Garavaglia, Direttore del Museo Teatrale alla Scala di Milano, e organizzato da Francesca Parvizyar, l’incontro-concerto “Dall’Ungheria, l’eredità di Liszt” ha visto la presentazione di un programma decisamente denso: Michele Campanella, erede e continuatore della scuola napoletana, ha condotto gli ospiti invitati all’ascolto dei “Quadri di un’esposizione” di Mussorgskij. Gergely Bogányi ha eseguito Chopin – Impromptu no. 2 F sharp Major, op. 36 – Nocturne op. 9 no. 3, B minor – 2 Walces op. 64 no. 1, 2. Il giovane Andrea Cantù ha proposto la “Sonata n. 5” in fa diesis Maggiore op 53 di Aleksandr Skryabin.

Gergely Bogányi, nato nel 1974 a Vác, in Ungheria (suo padre è Tibor Bogányi), ha cominciato a suonare il piano all’età di quattro anni. Ha continuato gli studi alla Liszt Academy a Budapest, alla Sibelius Academy di Helsinki e all’Indiana University, a Bloomington, con i Professor László Baranyay, György Sebök, Matti Raekallio.

Bogányi: “Il mio strumento nasce dal bisogno di trasmettere ciò che il musicista ha dentro di sè, riducendo il più possibile il rumore delle componenti meccaniche del piano. La tastiera permette un suono limpido, un fluire ininterrotto che parte dalla testa del pianista e arriva al pubblico senza intermediari. Il piano diventa un tutt’uno con chi lo suona. Al Pianoforte Bogányi sono stati modificati 17 aspetti del pianoforte tradizionale. Ne menziono due, senza scendere in aspetti troppo complessi per i non addetti. La sua struttura di base è molto ricca e dispone di 90 chiavi, invece di 88. Una decisione artistica dovuta all’esistenza di composizioni musicali che richiedono queste due note aggiuntive sulla tastiera. La nuova tastiera, che utilizza la fibra di carbonio, ma non è questa la vera novità del nostro strumento, e l’agraffe, del tutto ricostruita, sono tra gli elementi fondamentali che permettono una nuova percezione del suono”.

“Innovazione e tradizione, insieme, sono la chiave del futuro, anche lì dove si credeva di essere già arrivati all’eccellenza” – afferma Géza Szőcs, Commissario del Governo Ungherese per Expo 2015 – “Il tema di Expo è nutrire il pianeta, lo sappiamo. Questo gioiello – continua – è emblematico di quanto i governi possano fare, con investimenti economici e fiducia, per sostenere la ricerca e nuove visioni in ogni campo del sapere. Nell’interesse del progresso, ma con rispetto: questo è per noi nutrire il pianeta”.

L’incontro-concerto, promosso da Géza Szőcs e organizzato da Francesca Parvizyar, è anche l’evento inaugurale di un progetto voluto proprio dal dinamico manager e Commissario ungherese per Expo: con “Liszt suona Verdi”, infatti, avremo un appuntamento ricorrente con il grande compositore italiano, dedicato specialmente ai visitatori del Padiglione Ungherese. Una splendida occasione per conoscere meglio l’Ungheria, un Paese così ricco, così legato all’Italia per molteplici aspetti, e per ascoltare questo meraviglioso strumento con le note di Liszt, ispirate a Verdi.

 

Vedere anche gli articoli:

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e i video:

Video-intervista-a-gergely-boganyi-dall-ungheria-l-eredita-di-liszt/

Video-intervista-a-francesca-parvizyar-dall-ungheria-l-eredita-di-liszt/

Video-di-presentazione-del-pianoforte-boganyi-al-budapest-music-center-il-20-gennaio-2015/

 

(fonte: Masha Sirago, Mondoliberonline)

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