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Calcio e finanza: L’italiana Macron è il nuovo sponsor tecnico dell’Honvéd di Budapest

BUDAPEST – Macron, nota azienda italiana di abbigliamento sportivo, e Budapest Honvéd Football Club, storico club ungherese, hanno annunciato in questi giorni la firma di un importante accordo di sponsorizzazione tecnica, che legherà le due società per 4 anni, a partire dalla stagione 2015-2016. L’Honvéd è allenato dal tecnico italiano Marco Rossi, ingaggiato nel 2012. Negli anni quaranta e cinquanta ci giocavano alcuni tra i migliori calciatori ungheresi di sempre e tra i più dotati di ogni tempo: Ferenc Puskás, József Bozsik, Zoltán CziborSándor Kocsis, che formarono l’ossatura del mitico Aranycsapat, la nazionale ungherese che espresse il miglior calcio del mondo di quell’epoca e giunse ad un passo dal vincere la Coppa del Mondo FIFA.

In occasione della presentazione dell’accordo, le due importanti realtà hanno anche svelato le divise Home, Away e Third, che accompagneranno i ragazzi di mister Rossi nella prossima stagione. Tutte le maglie avranno inserti in micromesh per migliorare la traspirabilità e presenteranno il logo del club ricamato sul petto, all’altezza del cuore. La Home manterrà i classici colori rosso-nero, intervallati con righe orizzontali, mentre la Away sarà di colore bianco, con due bande orizzontali di colore rosso e nero, presenti sul petto. La più caratteristica, per via del colore giallo e della vestibilità slim, sarà la Third, la quale presenterà, come la Home e l’Away, lo scudetto del club ricamato sul petto, all’altezza del cuore, impreziosita, inoltre, dall’inserto cromatico nero sulla spalla sinistra.

Macron fornisce tenute tecniche a circa 300 club di oltre 40 Paesi, per diversi tipi di sport, tra cui calcio, rugby, pallavolo, baseball e pallacanestro. Con la nuova partnership, l’azienda di Crespellano (Bo) arricchisce la sua importante scuderia con uno dei più celebri e prestigiosi club storici del calcio europeo e mondiale, portato agli onori del successo da grandi calciatori del calibro di Ferenc Puskás, József Bozsik, Zoltán CziborSándor Kocsis, guidati dal leggendario allenatore Béla Guttmann, in grado di conquistare 13 titoli ungheresi e 7 Coppe d’Ungheria, oltre a formare la straordinaria ossatura della Nazionale di calcio ungherese, in grado di conquistare il secondo posto nel Campionato del Mondo del 1954.

Attualmente, il club magiaro è in mano all’ungherese-americano George F. Hemingway, che sta puntando sulla crescita lenta, ma ragionata e costante, della squadra. Una crescita che prevede un nuovo e moderno stadio di calcio ed un marchio di successo su cui puntare. In questo contesto, si inquadra l’accordo appena siglato con l’azienda bolognese Macron, che in Italia è sponsor delle squadre di calcio di Napoli e Lazio, in Serie A, oltre che di molte altre realtà in Inghilterra, come l’Aston Villa.

Un tuffo nel passato

Legarsi con l’Honvéd, significa legarsi a un pezzo di storia del grande calcio europeo. Fondato nel 1909, in origine la squadra si chiamava Kispest, dal nome dell’omonimo sobborgo che si trovava appena fuori Budapest fino al 1950, prima di essere inglobato nella conurbazione cittadina. All’inizio degli anni Cinquanta il club assunse il nome di Honvéd, che in magiaro significa “difensore della Patria”, perchè in quegli anni era diretto dal Ministero della Difesa ungherese. Era la squadra dell’esercito magiaro (ai tempi dell’Impero austro-ungarico Honvéd era il nome dell’esercito ungherese).

Ed è in questi anni che nasce il mito dell’Honvéd. Qui giocano i migliori calciatori d’Ungheria, che equivale a dire tra i migliori d’Europa, se non del mondo. Quando il club si chiamava ancora Kispest, alla fine degli anni Quaranta, entrarono in rosa giocatori come Ferenc Puskás e József Bozsik. Tutti allenati dal tecnico Béla Guttmann. Ma il regista dell’operazione, che portò l’Honvéd a diventare il principale fornitore della Nazionale di calcio ungherese, fu il suo commissario tecnico, Gusztáv Sebes. Il quale, da ammiratore della nazionale italiana, vincitrice dei due Mondiali del 1934 e del 1938, voleva replicare in Ungheria, non solo il suo stile di gioco, ma anche l’usanza di affidarsi ai blocchi dei club, allo scopo di sfruttare al meglio l’affiatamento tra i giocatori. Il club ideale era proprio l’Honvéd, considerato che, quando l’Ungheria divenne una repubblica socialista, le squadre più forti erano il Ferencváros e l’MTK. Ma il Ferencváros aveva simpatie nazionaliste e di destra, mentre l’MTK era la squadra della polizia segreta di stato.

Il Ministero della Difesa prende, così, il club sotto la sua ala e Béla Guttmann completa l’opera, inserendo altri grandi giocatori, come Zoltán CziborSándor Kocsis e László Budai. Il club vince 5 campionati, mentre la Nazionale di calcio ungherese ottiene l’oro ai Giochi olimpici del 1952 e la finale Mondiale del 1954. Il club si scontrò con le vicende politiche della storia nel 1956. A seguito dell’invasione sovietica, l’Honvéd, che stava giocando delle tournèe all’estero (Italia compresa), non rientrò più in patria. Alcuni giocatori ritorneranno poi in Ungheria, mentre altri, come Puskás, resteranno all’estero, andando militare per il Real Madrid. Il club, dopo anni di vicende alterne, tornò ad esser competitivo a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, quando riuscì a vincere 8 titoli nazionali e due Coppe d’Ungheria.

Il tentativo di rinascita di un intero sistema

Un altro periodo di declino per il club è arrivato all’inizio degli anni Duemila, prima con la retrocessione e poi con i gravi problemi finanziari della società, che hanno portato alla fondazione di un nuovo club, il Budapest Honvéd FC. Oggi il club ha in programma la ricostruzione dell’attuale stadio da 15 mila posti, intitolato a Bozsik. Un progetto che rientra in pieno nel tentativo di rilanciare un intero sistema.

Al momento, a Budapest è stato inaugurato un nuovo stadio, il Groupama Arena. Ci giocano il Ferencváros e la Nazionale di calcio ungherese: 20 mila posti, ristoranti e la sede del negozio ufficiale del club. Il tutto, seguendo uno schema predefinito, che, da circa 4 anni sta impegnando il Paese nel rilancio del calcio magiaro: stadi medio-piccoli, di proprietà dei club e con all’interno tutto ciò che occorre per generare ricavi, dai ristoranti ai negozi, fino ai mezzi della squadra. Insomma, dei veri e propri asset, capaci di assicurare introiti, così come si conviene col calcio moderno. Al momento, però, il rilancio fatica ancora a dare i propri frutti: le affluenze negli stadi sono ancora basse (tra prezzi dei biglietti e procedure burocratiche per acquistarli) e molti club non navigano nell’oro, anzi.

Ma il Governo va avanti: il progetto prevede (Groupama Arena compresa) quattro nuovi stadi: tra questi c’è il Ferenc Puskás Stadium, che sarà finito nel 2019 ed ospiterà la Nazionale di calcio ungherese. Sarà un’eccezione, nello schema di rilancio del calcio, perché avrà 65 mila posti a sedere. Il Debrecen ha inaugurato da poco la propria nuova casa: 20 mila posti a sedere, 40 milioni di euro il costo.

 

Vedere anche l’articolo:

Storie-di-campioni-federico-buffa-racconta-la-leggenda-del-calcio-ungherese-ferenc-puskas/

 

(fonte: Macron, CalcioeFinanza)

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