Budapesti-Nemzetközi-Képregényfesztivál-2015

XI Festival Internazionale del Fumetto a Budapest: Fabio Celoni porta Dylan Dog in Ungheria

BUDAPEST – Il 10 maggio Budapest ha ospitato l’undicesima edizione del Festival Internazionale del Fumetto (Budapesti Nemzetközi Képregényfesztivál). Tra gli ospiti d’onore, Fabio Celoni, disegnatore e sceneggiatore di Dylan Dog, oltre che storica firma di Topolino.

Il Festival di Budapest è durato solo un giorno, a riprova che la passione per il fumetto è ancora di nicchia in Ungheria.

“Attualmente i fumetti per adulti sono più importanti sul mercato, rispetto a quelli per ragazzi”, afferma l’organizzatore Róbert Vass. “E’ più difficile lanciarsi sul mercato, vendendo fumetti per i più giovani”.

Qualche decennio fa i fumetti per ragazzi erano molto popolari, quando ancora per molti giovani essi rappresentavano le prime letture. Non subivano la concorrenza dei cartoni animati o dei videogiochi.

I fumetti più popolari sono quelli incentrati sui supereroi. Ma i disegnatori attingono alle più svariate fonti di ispirazione.

L’artista olandese Typex ha dedicato la sua ultima opera alla vita di Rembrandt. “Rembrandt non ha le caratteristiche del supereroe, è troppo grasso e troppo vecchio, ma di certo ha dei superpoteri. Non sono contrario ai supereroi, ma non sono cresciuto con loro. Mi piace raccontare storie e queste possono essere di qualsiasi tipo”.

Lucie Lomová, una fumettista della Repubblica Ceca, ha cominciato a disegnare per un pubblico giovane e poi ha cambiato percorso.

Il suo ultimo lavoro è un poliziesco, pubblicato prima in francese che in ceco, visto che anche nel suo Paese i fumetti non sono molto popolari. “In Repubblica Ceca e in Ungheria ci sono pochi lettori, e ovviamente è difficile pubblicare fumetti nella propria lingua. In generale, in Repubblica Ceca la situazione sta migliorando e adesso i fumetti stanno sperimentando una specie di boom”.

Anche l’Italia era presente al Festival: tra gli ospiti d’onore, Fabio Celoni, disegnatore e sceneggiatore di Dylan Dog, la cui traduzione in ungherese è cominciata nel 2014, determinando una una grande svolta nel panorama fumettistico italo-ungherese. Da almeno due anni l’Italia partecipa con ospiti di prima fila al Festival di Budapest, ma quest’anno la grande matita di turno è doppiamente famosa. Fabio Celoni, infatti, è sì disegnatore e sceneggiatore del misterioso detective della Sergio Bonelli Editore, ma è anche una storica firma di Topolino. La redazione di Economia.hu (quotidiano di notizie economiche da Budapest e Ungheria) lo ha intervistato l’11 maggio, al termine dell’incontro organizzato presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Di seguito un estratto dell’intervista:

Riguardo al passare continuamente dalle atmosfere di Dylan Dog a quelle di Topolino:

E’ sempre un passaggio faticoso, – ha raccontato Celoni nell’intervista per il Budacomics –  è un po’ come guadare un fiume in piena, dove l’acqua rappresenta la potenza della narrazione ma anche la complessità del linguaggio di ogni singolo stile. E’ come parlare due lingue diverse, all’inizio fai sempre un po’ fatica a “switchare” da una all’altra, non è immediato se non lo pratichi tutti i giorni. E lavorando magari a una storia realistica per diversi mesi, il dover passare improvvisamente a un linguaggio umoristico può non essere immediato.

Com’è la vita del disegnatore di fumetti?

Abbastanza irregolare! Sono un libero professionista, quindi mi devo organizzare come meglio credo di volta in volta e capita spesso di restare a disegnare fino alle due di notte per finire un lavoro: la mattina dopo alzarsi non è proprio una gioia! 

Esiste il blocco del fumettista, come c’è quello dello scrittore?

Può succedere di restare bloccati su un punto e non sapere come andare avanti, ma a dirti la verità a me capita piuttosto il contrario: più che cercare i cavalli devo mettere le briglie alle idee per potermi concentrare su alcune!

Che accoglienza hai trovato a Budapest?

Fenomenale! I ragazzi del club dei fan di Dylan Dog (vedi qui) mi hanno riservato un trattamento quasi regale e tra il Festival del Fumetto e l’Istituto di Cultura mi sono trovato circondato da appassionati e colleghi di altissimo livello. Sono davvero felice di questa esperienza. 

Qual è lo stato attuale del settore del fumetto in Italia?

Purtroppo il calo dei lettori è un dato di fatto, il mercato si contrae perché la gente dedica meno tempo alla lettura, degli albi come dei libri.

Quindi per un giovane che vuole iniziare questa carriera che futuro si prospetta?

Io consiglio comunque di assecondare il proprio talento, ma al momento se non si lavora per uno dei tre grandi editori, Bonelli, Disney e Panini, è davvero dura.

I libri si sono evoluti con gli ebook, cambiamento che riguarda in parte anche i fumetti. Esistono però anche forme nuove di fumetti, più adatte ai lettori di oggi?

Sono personalmente l’inventore di un nuovo modello di fumetto che si chiama smartcomics. Lo abbiamo proposto all’ultimo Lucca Comics trovando subito un editore, che si chiama Sciockdom. In pratica in una sola vignetta si trova tutta la storia, in un formato pensato per gli smartphone e che sarà mantenuto anche nella versione cartacea (13X8 cm). 

 

(fonti: Euronews, Economia.hu)

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