man-booker-prize-laszlo-krasznahorkai

Man Booker Prize 2015: Lo scrittore ungherese László Krasznahorkai è il vincitore della sezione internazionale del prestigioso premio letterario

LONDRA – Lo scrittore ungherese László Krasznahorkai è il vincitore della sezione internazionale del Man Booker Prize 2015, categoria riservata a scrittori o scrittrici, le cui opere sono state o pubblicate o tradotte in lingua inglese. La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri sera al Victoria and Albert Museum di Londra. Krasznahorkai è stato scelto da una rosa di dieci eminenti scrittori, provenienti da tutto il mondo.

Il Man Booker International Prize, del valore di 60.000 sterline, viene attribuito per il successo ottenuto nella narrativa sulla scena mondiale. Viene assegnato ogni due anni ad un autore vivente per l’insieme delle opere pubblicate sia originariamente in inglese e sia disponibili nella traduzione in lingua inglese. E’ stato in precedenza assegnato a Ismail Kadaré nel 2005, Chinua Achebe nel 2007, Alice Munro nel 2009, Philip Roth nel 2011, e Lydia Davis nel 2013.

Nato nel 1954 a Gyula, in Ungheria, László Krasznahorkai ha ottenuto un notevole successo nel 1985, quando ha pubblicato il libro Satantango, che ha in seguito adattato per il cinema, in collaborazione con il regista Béla Tarr (Sátántangó). Nel 1993 ha ricevuto il premio tedesco Bestenliste Prize per la migliore opera letteraria dell’anno, con The Melancholy of Resistance (La melanconia della resistenza), e, da allora, è stato insignito di numerosi premi letterari, tra cui il più alto riconoscimento dell’Ungheria, il Premio Kossuth.

Krasznahorkai e il suo traduttore George Szirtes sono stati inclusi tra i candidati del premio britannico Independent Foreign Fiction Prize 2013 per SatantangoKrasznahorkai ha vinto il Premio Best Translated Book negli Stati Uniti per due anni di fila: nel 2013 per Satantango e nel 2014 per Seiobo There Below (Seiobo laggiù in fondo), pubblicato a maggio nel Regno Unito da Tuskar Rock Press.

La giuria per il Man Booker International Prize 2015 era presieduta dalla celebre scrittrice ed accademica Marina Warner. Il corpo della giuria comprendeva personalità del calibro di Wen-Chin Ouyang, Professore di Lingua e Letteratura Araba al SOAS, University of London; l’acclamato autore Nadeem Aslam; il romanziere e critico Elleke Boehmer, che è attualmente Professore di Letteratura Mondiale in Lingua Inglese presso l’Università di Oxford; e Edwin Frank, Direttore Editoriale del New York Review Books Classics.

La giuria si è espressa con queste parole, a proposito delle opere di Krasznahorkai: “Ciò che colpisce il lettore, soprattutto, sono le frasi straordinarie, frasi di straordinaria lunghezza ed incredibile complessità, il cui tono passa da solenne a sconsiderato, da beffardo a desolato, lungo il loro ribelle percorso. Frasi epiche, che, come rulli leva-pelucchi, raccolgono ogni genere di oggetti strani ed inattesi, mentre si accumulano inesorabilmente in paragrafi tanto monumentali quanto scabrosi e lirici”.

Annunciando il vincitore del prestigioso premio letterario, Marina Warner ha commentato: “László Krasznahorkai è uno scrittore visionario dalla straordinaria intensità espressiva, che cattura la dimensione esistenziale del presente in immagini che sono terrificanti, bizzarre, spaventosamente comiche e, spesso, di una bellezza sconvolgente. The Melancholy of Resistance, Satantango Seiobo There Below sono magnifiche opere, caratterizzate da una profonda immaginazione e da passioni complesse, in cui la commedia umana rasenta dolorosamente la trascendenza. Krasznahorkai, che scrive in lingua ungherese, è stato splendidamente onorato da suoi traduttori: George Szirtes e Ottilie Mulzet”.

Krasznahorkai ha scelto di suddividere tra i suoi due collaboratori il premio aggiuntivo di 15.000 sterline, riservato al traduttore in lingua inglese: George Szirtes (che ha tradotto e Satantango e The Melancholy of Resistance) e Ottilie Mulzet (che ha tradotto Seiobo There Below).

Szirtes è un poeta di origine ungherese, che fuggì nel Regno Unito all’età di 8 anni, come rifugiato, nel 1956. Ha vinto numerosi premi per le sue poesie, tra cui il Premio T.S. Eliot. Ha anche tradotto le opere di Sándor Márai, tra gli altri autori.

Ottilie Mulzet è una traduttrice ungherese di poesia e prosa, nonchè critico letterario. Ha lavorato come editor in lingua inglese nella redazione della rivista on-line del Centro Culturale Ungherese a Praga, e le sue traduzioni sono pubblicate regolarmente sulla rivista culturale on-line Hungarian Literature Online (HLO).

Lo scrittore ungherese ha ritirato il Man Booker International Prize, dicendo di sperare che ciò gli consenta di avere accesso ad un pubblico più ampio. Nel discorso di accettazione del prestigioso premio, ieri sera al Victoria and Albert Museum di Londra, l’autore 61enne ha citato come fonti d’ispirazione: il romanziere Franz Kafka, il chitarrista Jimi Hendrix e la città di Kyoto, in Giappone. “Spero che, con l’aiuto del premio, troverò nuovi lettori nel mondo anglofono”, ha riferito all’agenzia francese Afp, dopo la cerimonia. Ad una domanda sulle immagini apocalittiche contenute nei suoi lavori, Krasznahorkai ha risposto: “forse sono uno scrittore che scrive romanzi rivolti ai lettori che hanno bisogno della bellezza dell’inferno”.

László Krasznahorkai sarà intervistato domenica 24 maggio da Marina Warner al Hay Festival, il celebre festival letterario patrocinato dal quotidiano britannico The Guardian, che si tiene ogni anno nella cittadina gallese di Hay-on-Wye e che è capace di richiamare appassionati di libri e letteratura, provenienti da tutto il mondo.

 

Chi è
Krasznahorkai nasce il 5 gennaio 1954 a Gyula, in Ungheria. Studia legge e letteratura all’università, ma decide presto di fare lo scrittore. Esordisce nel 1985 con il romanzo Satantango. Negli anni novanta passa lunghi periodi in Mongolia, Cina e Giappone. A New York viene ospitato dal poeta e fondatore del movimento della beat generation Allen Ginsberg. Oggi vive a Szentlászló, comune dell’Ungheria di 839 abitanti, nella provincia di Baranya. László Krasznahorkai è considerato dalla critica il più importante autore ugherese vivente, è autore di sette romanzi e cinque raccolte di racconti. In Italia è stato tradotto Melancolia della resistenza (Zandonai).

Due romanzi
Satantango è forse la sua opera più conosciuta ed è, come le altre, un “lento flusso di lava narrativa” – così l’ha definito il suo traduttore inglese, il poeta George Szirtes. È la storia di un gruppo di reietti, che passano e perdono il loro tempo in un piccolo villaggio ungherese. La monotonia dei giorni e dei gesti viene interrotta dal ritorno di Irimiás e Petrina, che tutti credevano morti. Irimiás viene subito visto come un nuovo messia, ma presto sarà accusato di essere un’incarnazione del male.

Melancolia della resistenza ricalca una trama abbastanza simile. Solo che, questa volta, a sconvolgere la vita di un piccolo paese della provincia ungherese è l’arrivo di un circo con una balena. Attorno all’animale si diffonde un’atmosfera fatta di paure e curiosità, aggravata dal terrore causato da un gruppo di misteriose figure, che vuole mettere a ferro e fuoco la città.

Sceneggiatore
Krasznahorkai ha scritto cinque film del regista ungherese Béla Tarr, due dei quali tratti dai suoi romanzi.

Satantango dura sette ore e Susan Sontag ha scritto: “Lo rivedrei ogni anno della mia vita, fino al giorno della mia morte”.

 

Le armonie di Werckmeister è tratto da Melancolia della resistenza. Per la rivista Sight & Sound è fra i trenta film chiave del nuovo millennio.

 

Cosa dicono di lui
Susan Sontag: “È il maestro ungherese dell’apocalisse, che suscita paragoni con Gogol e Melville”. E su Melancolia della resistenza: “È un’anatomia della desolazione, nella sua forma più spaventosa, e un commovente manuale per resistere a quella desolazione”.

Winfried G. Sebald: “L’universalità della visione di Krasznahorkai compete con quella presente nelle Anime morte di Gogol”.

 

Man Booker Prize e Man Booker International Prize
Il Man Booker Prize è uno dei premi letterari più importanti del mondo. Viene assegnato, ogni anno, al miglior romanzo scritto in lingua inglese e pubblicato nel Regno Unito.

Dal 2005 ha una categoria “international”, dedicata agli scrittori le cui opere sono state pubblicate o tradotte in inglese. Il riconoscimento, in questa sezione, viene assegnato ogni due anni, vale sessantamila sterline e si differenzia dal Man Booker Prize, perché viene presa in considerazione l’intera produzione di un autore e non un singolo romanzo.

Quest’anno i finalisti del Man Booker International Prize erano:
César Aira (Argentina)
Hoda Barakat (Libano)
Maryse Condé (Guadalupa)
Mia Couto (Mozambico)
Amitav Ghosh (India)
Fanny Howe (Stati Uniti)
Ibrahim al Koni (Libia)
László Krasznahorkai (Ungheria)
Alain Mabanckou (Repubblica del Congo)
Marlene van Niekerk (Sudafrica)

Tra i vincitori degli anni passati ci sono: lo scrittore e poeta albanese Ismail Kadare (2005), l’autrice canadese Alice Munro (2009) e il romanziere statunitense Philip Roth (2011).

 

(fonte: Man Booker Prize, Internazionale, Askanews)

Annunci

1 commento su “Man Booker Prize 2015: Lo scrittore ungherese László Krasznahorkai è il vincitore della sezione internazionale del prestigioso premio letterario”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...