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Cannes 2015: Palma d’Oro per Jacques Audiard e Grand Prix a Son of Saul, dell’ungherese László Nemes. Nessun premio per l’Italia

CANNES – La 68ª edizione del Festival di Cannes si è conclusa domenica 24 maggio con l’annuncio del suo palmarès, che ha consacrato Jacques Audiard con una Palma d’Oro a sorpresa per Dheepan. “Ringrazio Michael Haneke per non aver girato nulla quest’anno”, ironizza il regista francese, che ha colto l’occasione per esprimere la sua ammirazione nei confronti dei fratelli Dardenne, sottolineando l’onore di questa ricompensa suprema, dopo i primi due premi da lui conquistati al Festival di Cannes nel 1996 (Premio della Sceneggiatura per Un héros très discret) e nel 2009 con Il profeta. Quest’ultimo gli valse un Gran premio della Giuria, mentre in molti prevedevano la Palma per lui. Sei anni dopo, il suo ultimo film non era molto  favorito dai pronostici, eppure ha convinto la giuria internazionale. Il vincitore del Grand Prix è l’ungherese László Nemes, che, per la sua prima partecipazione a Cannes, ha mostrato il film più potente del festival: Son of Saul. “Ho provato a parlare di un soggetto impegnativo alla mia generazione, ancora ossessionata da questi eventi, e ho voluto farlo in pellicola, perché è importante che questo supporto non scompaia. Si può ancora girare e proiettare in pellicola!”. Nemmeno un premio per i tre film italiani di Moretti, Garrone e Sorrentino.

La giuria, presieduta dai cineasti americani Joel e Ethan Coen, ha assegnato il suo premio al geniale ed eccentrico The Lobster, del regista greco Yorgos Lanthimos. Dopo una partecipazione a Venezia, Lanthimos torna a Cannes sei anni dopo aver vinto Un Certain Regard con Dogtooth. Il regista riceve, per la prima volta, gli onori della competizione ufficiale.

L’attore francese Vincent Lindon si aggiudica il premio dell’interpretazione maschile per La Loi du Marché, di Stéphane Brizé. “E’ la prima volta in vita mia che ricevo un premio”, ha dichiarato il veterano attore, visibilmente emozionato.

Rooney Mara (di ritorno a New York) ed Emmanuelle Bercot (tornata sulla Croisette) condividono il premio dell’interpretazione femminile ex aequo, una per il suo ruolo in Carol, di Todd Haynes, e l’altra per la sua performance nel film di un’altra attrice/regista, la francese Maïwenn (Mon Roi). Due premi per due ruoli di donne innamorate.

Anche il Premio della Sceneggiatura è stato una sorpresa, poiché è stato attribuito al messicano Michel Franco. L’autore e regista di Chronic ha confessato che il film ha avuto origine dal suo incontro a Cannes con l’attore inglese Tim Roth, che gli aveva consegnato il premio Un Certain Regard, prima di avviare con lui una collaborazione per questo film.

La Caméra d’Or è in parte europea, ma di maggioranza colombiana, giacché è stata attribuita a La tierra y la sombra, di César Augusto Acevedo, una coproduzione tra Colombia, Francia, Paesi Bassi, Cile e Brasile, scelta alla Semaine de la Critique tra le 26 opere prime presentate durante il festival.

Tra gli altri vincitori non europei, si segnala che il premio della regia è stato meritatamente assegnato al taiwanese Hou Hsiao-Hsien (settima partecipazione a Cannes e un Premio della Giuria 22 anni fa) per il suo raffinato lavoro su The Assassin. La Palma d’Oro del cortometraggio è andato al libanese Ely Dagher per il suo film d’animazione Waves ’98.

Il palmarès del 68° Festival di Cannes:

Palma d’Oro: Dheepan, Jacques Audiard
Grand Prix: Son of Saul, László Nemes
Premio della regia: Hou Hsiao Hsien, The Assassin
Premio dell’interpretazione femminile: Rooney Mara, Carol, e Emmanuelle Bercot, Mon roi
Premio dell’interpretazione maschile: Vincent Lindon, La loi du marché
Premio della miglior sceneggiatura: Chronic, Michel Franco
Premio della giuria: The Lobster, Yorgos Lanthimos

Caméra d’Or: La tierra y la sombra, César Augusto Acevedo

Palma d’Oro del cortometraggio: Waves 98, Ely Dagher

 

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(fonte: Cineuropa)

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