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Centenario della Prima Guerra Mondiale: Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella rende omaggio ai caduti italiani ed ungheresi

SAGRADO (Go) – Domenica 24 maggio il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, in occasione del 100° anniversario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, ha reso omaggio ai caduti delle truppe italiane ed austro-ungariche, visitando il Museo della Grande Guerra e le trincee scavate dai soldati sul monte San Michele del Carso, in provincia di Gorizia.

Accompagnato dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Capo dello Stato è intervenuto alla cerimonia celebrativa, che si è aperta con un minuto di silenzio in memoria dei caduti della Grande Guerra. Al saluto del Sindaco di Sagrado, Elisabetta Pian, ha fatto seguito la benedizione dell’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Santo Marcianò. La celebrazione si è conclusa con l’intervento del Ministro Pinotti e del Presidente Mattarella.

Il Capo dello Stato è stato accolto dal coro degli Alpini di Monte Nero di Cividale e dai bambini della scuola media di Sagrado.

Il Presidente della Repubblica, prima di recarsi sul Monte San Michele, aveva deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

“Il San Michele è un luogo sacro” – “Il San Michele è un luogo sacro” – ha detto Mattarella – “Su questa altura, di quota modesta, ma di straordinaria importanza strategica, si tennero furiosi combattimenti tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche. Ogni metro di questa altura è costato prezzi altissimi per entrambe le parti”.

“Non dobbiamo avere paura della verità” – Sono trascorsi cent’anni. E adesso – ha fatto capire il Presidente – si può comprendere com’era diversa, alla prova dei fatti, la vita di guerra dal sogno di gloria, “dalla retorica perentoria, dal mito della vittoria, vagheggiati da intellettuali e poeti nei mesi precedenti all’entrata in guerra. Non dobbiamo avere paura della verità. Senza la verità, senza la ricerca storica, la memoria sarebbe destinata a impallidire. E le celebrazioni rischierebbero di diventare un vano esercizio retorico” – ha detto Mattarella – “Il conflitto 1914-1918 – ha aggiunto il Capo dello Stato – fu una tragedia immane”.

“Dopo nulla fu uguale” – “Dopo quella guerra nulla fu uguale a prima – ha proseguito il Presidente della Repubblica – “Il terribile conflitto, che flagellò l’Europa per quattro anni, disgregò imperi e depose regnanti. Abbattè antichi confini, fece nascere nuove nazioni, cambiò radicalmente mentalità, sogni, consuetudini, linguaggi”.

“Portò modernizzazione a caro prezzo” – “La guerra fu anche un grande fattore di modernizzazione, industriale, scientifica, sociale. Ma mai crescita di modernità fu pagata a così caro prezzo”, ha poi detto Mattarella. “Da un punto di vista umanitario fu una carneficina: vi persero la vita 10 milioni di militari e un numero indefinito di civili, vi furono milioni di feriti e di mutilati. Distrusse economie fiorenti, produsse lutti e devastazioni, fame e miseria”.

“I caduti chiedono la pace” – “I caduti, di ogni nazione e di ogni tempo, ci chiedono di agire, con le armi della politica e del negoziato, perché in ogni parte del mondo si affermi la pace”, ha detto il Capo dello Stato. “Si tratta del modo più alto per onorare, autenticamente commossi, il tanto sangue versato su queste pendici martoriate. E’ questo il monito severo e accorato, che tutti avvertiamo qui, sul San Michele”.

“I nemici di allora si ritrovano qui da amici per un comune futuro europeo” – “Sono oggi, qui con noi, gli ambasciatori di nazioni e popoli i cui soldati, allora, combattevano e morivano sull’altro fronte: l’Austria, l’Ungheria, la Slovenia e la Croazia – ha rimarcato Mattarella – “Oggi siamo popoli e nazioni legati da saldi vincoli di amicizia e di collaborazione e dal comune futuro europeo. Li ringrazio per la loro presenza, che conferisce a questa celebrazione il suo senso più autentico, mettendo in evidenza l’aspirazione che ogni uomo nutre per la pace e per la fratellanza”.

“Tricolore come simbolo delle sofferenze” – “Ci troviamo qui, in rappresentanza del popolo italiano, e in memoria dei combattenti e delle vittime di tutto il conflitto, per rendere loro onore, per ricordare queste sofferenze e il desiderio di pace. Questo è il significato dell’esposizione del tricolore in questa giornata”, ha proseguito Mattarella.

Mattarella cita Ungaretti – Il Presidente della Repubblica, nel suo intervento, ha ricordato il verso di Giuseppe Ungaretti “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, rammentando che il poeta all’epoca era “fantaccino”, e che aveva fissato “in versi stupendi il senso di totale precarietà che regnava al fronte”. In questo senso, il Presidente ha sottolineato che “non vi era bellezza tra le trincee”, ma solo “orrori, atrocità e devastazione”.

 

(fonti: Quirinale, Il Messaggero, TGCOM24)

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