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“Grand Tour” a Milano: Anche l’Ungheria presenta un proprio pezzo di ceramica artistica alla mostra organizzata da AiCC

MILANO – Grandi consensi di critica e pubblico martedì 14 luglio, in occasione del vernissage della mostra “Grand Tour – Alla scoperta della Ceramica classica italiana”, organizzata da AiCC, Associazione Italiana Città della Ceramica, presso la centralissima Biblioteca Umanistica dell’Incoronata di Milano, che propone una selezione di affascinanti ceramiche tradizionali delle città italiane di antica tradizione ceramica.

Un’occasione per ammirare alcuni emblematici esempi di un’attività artigianale ed artistica, che attinge ad una tradizione dalle radici lontane, ma che si dimostra ancora ricca e feconda su tutto il territorio nazionale. Un made in Italy di grande vitalità ed interesse, come ha dimostrato la gran quantità di visitatori che hanno affollato gli spazi suggestivi della mostra.

Grazie anche ad un interessante percorso tematico, ideato da Viola Emaldi, co-curatrice della mostra insieme ad Anty Pansera e a Jean Blanchaert, e all’originale allestimento curato da Andrea Montesi, si è messa in scena la grande varietà della produzione ceramica dei 37 Comuni “di antica tradizione ceramica” che aderiscono ad AiCC, associazione che, secondo quanto previsto dalla Legge Nazionale 188 del 1990, tutela e promuove la ceramica artigianale ed artistica italiana.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente di AiCC, il Senatore faentino Stefano Collina per il lavoro svolto in questa importante sede milanese, che accoglierà nei prossimi giorni anche il flusso di visitatori presenti in città per EXPO: “Questa mostra coinvolge ceramiche da mensa di foggia classica, tipiche della tavola italiana: da qui il nome «Grand Tour», per descrivere una serie di forme e decori che vanno dall’antichità all’età moderna, dedicate alla consumazione di cibi e bevande, provenienti da numerose città italiane di antica tradizione ceramica. E in questa occasione siamo particolarmente lieti di poter annunciare l’ingresso nella nostra associazione di tre nuove città della ceramica: Laveno Mombello, Napoli e Pesaro, a testimonianza della vitalità ed intraprendenza di questo settore”.

La mostra ha accolto importanti esponenti del mondo culturale milanese ed alcuni graditi ospiti di AiCC, tra cui ricordiamo Ercole Ielmini, Sindaco di Laveno Mombello (Varese), Lucio Rubano, Vice Presidente AiCC e Delegato Territoriale di Cerreto Sannita (Benevento), Nicoletta Negro, Vicesindaco e Assessore alla Ceramica di Albissola Marina (Savona), Francesco Re, Sindaco di Santo Stefano di Camastra (Messina), e una delegazione ungherese proveniente da EXPO, che ha presentato un proprio pezzo di ceramica artistica, a testimonianza di quelle importanti connessioni internazionali che da anni AiCC persegue al fine della valorizzazione del nostro patrimonio artistico.

Se il “Grand Tour” – hanno avuto occasione di ricordare i curatori Jean Blanchaert, Viola Emaldi ed Anty Pansera – ci riporta al lungo viaggio di turismo colto di viaggiatori illustri – da Goethe a Stendhal, da Dickens a Huxley – destinato a perfezionare il loro sapere, questo nostro “Grand Tour” ci porta negli innumerevoli centri di produzione ceramica, dalla Puglia al Veneto, dalla Sicilia e Sardegna alla Liguria e Piemonte, dall’Abruzzo alla Romagna e alla Toscana… ai “cento campanili” della nostra penisola, dove “cento” stili decorativi e “cento” gusti coloristici hanno costruito nel tempo una tradizione che ancora oggi si affida alla sapienza di mani esperte”.

Ricordiamo che la mostra invita lo spettatore al convivio dell’antichità, al banchetto medievale ed alla festa di corte rinascimentale, fino al pranzo della domenica con il servizio di piatti dei nostri nonni. Ecco, allora, che si possono ammirare il vasellame in bucchero di gusto etrusco, i grandi vasi e piatti da portata cinquecenteschi per le tavole delle Signorie italiane, le crespine faentine, i versatori tardo rinascimentali e poi liberty, le ciotole popolari, le brocche da mescita altomedievali di gusto orvietano, le zuppiere lodigiane dai decori ottocenteschi, i servizi da tavola bassanesi di stile rococò, le alzatine, i centritavola neoclassici, le coppe antropomorfe di gusto barocco di Caltagirone, i boccali a lustro umbri, i piatti da “pompa” derutesi, e ancora contenitori specifici per elementi preziosi come sale, olio, vino, tè…

Ed è la ceramica, vero e proprio ” piatto forte” della suppellettile da mensa, il filo rosso del percorso che siamo invitati a compiere ed il motore di questa insolita macchina del tempo.

(fonte: FaenzaNotizie, Arte.it)

 

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